Grande mostra permanente di arte, artisti ed espressioni artistiche, nessuna esclusa

Amedeo Carminati

Biografia

Ho da sempre voluto “fare” qualcosa che mi appassionasse; e l’ho fatto.

Mi sono appassionato in tutto.

Leggevo, mi documentavo, rileggevo per non perdermi fatti e particolari.

A 16 anni entro in una palestra di judo dove mi appassiono agonisticamente fino ai 35 anni.

Ho frequentato un corso di nove mesi per sommozzatori sportivi nel 1978.

Un mondo da scoprire.

Ben presto, allo stupore delle immersioni, si aggiunge la voglia di immortalare quelle immagini, che nel buio dei fondali, rotto dalle torce subacquee, mi rimanevano nella mente.

Acquisto la prima Nikonos II poi a seguire una Nikonos III e poi ancora una Nikonos V.

Dall'Egitto al Sudan per ben sette anni, ho consumato le ferie due volte all'anno, sulle coste, presso i diving di allora.



Macinavo rullini su rullini. Rientravo in Italia con la curiosità febbrile di poter visionare ogni fotogramma, elencare in ordine di colori ogni istante ogni emozione.

Rimanevo ore a guardare tutti quei colori che vorticavano ai miei occhi e nella mia testa. Sobbalzavo alla vista del tutto.



La mia voglia “di fare” non è mai finita; anzi è tutt'ora all'inizio.

Continui stimoli arrivano sia dall'esterno che dall'interno.

Conosco mia moglie Monica nella fine del 2008 e nel 2012 ci sposiamo.

Attraverso di lei conosco l’arte.

Una parte di me era già in movimento.



Con Monica ci siamo iscritti ad un corso di Sumi-e.

Pittura cinese con pennello e china su carta di riso.

Affascinante. Creare forme come fiori, petali, bamboo, piante, paesaggi in bianco e nero.



Nel contempo incomincio i primi cenni di acquerello.

Non paesaggi, figure o corpi.



Macchie astratte. Nascevano da un foglio umido, solo dal tocco della punta del pennello intriso di colore.

Bagnavo fogli e fogli e macchiavo e guardavo questi colori che si sovrapponevano, si mischiavano, si inserivano l’uno nell'altro, dando origine alle forme più bizzarre.

Mi divertivo a creare i biglietti di auguri per Natale.

Erano stupiti pure chi li riceveva!



Termino il mio periodo lavorativo il 29 settembre 2017 a 61 anni.

Ora posso fare tutto!



Incomincio a pensare in grande.

Ai primi di marzo del 2018 accompagno mia moglie a Londra, rientro dopo circa due settimane passate nel gelo londinese e nel mentre che sono a Milano, quella mattina del 20 marzo 2018 mi sveglio…



Mi sveglio di soprassalto e nell'ascolto delle vibrazioni primaverili, acquisto colori e spatola, cartoni telati e fogli abbastanza robusti per incominciare a dipingere.

In casa ho incominciato a dipingere freneticamente.

Associavo colori su colori a spatola, terminati i cartoni telati seguivano uno dietro l’altro i fogli da disegno.

Avevo riempito, nei primi tre giorni, sala e camera da letto di un centinaio di fogli variamente colorati e con figure astratte che richiamavano… le mie Emozioni.

Amici mi chiedevano: cosa pensi quando dipingi? – A nulla – rispondevo – Se penso non dipingo. Lascio che la mano, il braccio vadano da soli.



Mi emozionavo al vedere che quei colori acquistavano forma e le forme avevano colori.

È stata la mia una rivelazione.



Allora POSSO pure io!



La gioia di sentirmi dentro e praticare fuori.

La gioia di percepire vibrazioni che potevo mettere a colori con le forme più disparate, sentirmi libero da canoni di eleganza di limiti, esprimere a colori, le mie sensazioni.

Correre con la fantasia in volo e rendere conto a me stesso, il fare, il comporre, dipingere, imbrattare…



TUTTO QUESTO!

SENTO LE MIE EMOZIONI!

VEDO LE MIE EMOZIONI!



Un percorso conoscitivo iniziato anni ora sono nelle arti marziali.

Durante l’esperienza agonistica, mi rendo conto che mi mancava “qualcosa”.

Non era la prestanza atletica o la conoscenza combattiva, era qualcosa di più profondo, sottile, che si insinuava, vibrava sempre più ad espandersi ed emergere verso l’alto.



Mi interrogavo.

Il vuoto si faceva pieno.

Nel silenzio di casa avvertivo la vibrazione crescere.



In una meditazione guidata, mi sono trovato a contemplare ad occhi chiusi, il firmamento.

Ero nel cosmo interno. Stavo guardando con gli occhi della mente.

Vedevo sopra, sotto, fronte, retro, destra e sinistra in un’unica visione.

Ero cosmo.

Contenuto e contenitore.

Un vaso pieno di vuoto.



Emozioni che si rinnovano di volta in volta.

Ce ne sono di nuove!

Più sinuose, sottili che si inseriscono nella mano quando afferro la spatola pregna di colori.

Mi mandano a destra poi a sinistra, convulsamente.

Mi fanno girare il piano di lavoro, mi fermano a guardare senza pensiero, a distanza come se mi urlassero: anche se mi vedi… MI SENTI?????

In questi momenti le lacrime mi sgorgano irrefrenabili.

Gioia allo stato puro.

Rido.



Essenza vitale, riempitiva, appagamento. Tutti aggettivi limitanti a descrivere la sensazione delle emozioni che mi travolgono.



Cosa stai cercando?

Cosa hai trovato?



Lo stupore, il divertimento dell’applicazione. Scoprire come stupire me stesso.

Una comunicazione con l’esterno per lasciarmi a bocca aperta, senza pensiero.

L’aspetto visivo di un’estetica diversa fatta di colori.



Un insieme di cromatiche che si avvicinano, si mischiano.

Alle volte intersecati gli uni agli altri rimangono loro stessi, altre volte danno origine a nuovi colori, nuove sensazioni.

Esplosioni di Energia che fanno accapponare la pelle.

Insieme a materiali diversi si inseriscono e danno vita.



Ancora del nuovo.



Ad un certo punto scopro la Noia.

Benvenuta Noia.



Fermo.

Se incomincio a pensare sto fermo.



Via! Si esce, indosso una giacca, macchina fotografica in mano e a fotografare volti.

Espressioni. A Londra in Portobello Road davanti ad una gelateria dall'altra parte della strada, gente che in gruppo si sofferma nella gelateria, occupa tutto il marciapiede.

All'interno del negozio, stipati si passano i gelati e con occhi e voci si parlano.

Occhi che guardano ammirati, bocche golose di quel nettare tanto agognato.



Io scatto questi momenti.



Ascolto più che le voci le sensazioni di quei corpi, di quelle teste, degli occhi che vorticano cercando e dando consensi.

Risento la voce del mio vecchio Sensei (Maestro), guarda con il cuore.

Ascolta con l’anima. Ora sempre più ne comprendo il significato.

Ora comprendo quanto le Vostre parole mi hanno nutrito. Allora, troppo giovane, ero limitato ad ascoltare cosa volesse dire SENTIRE.

Ora Sento.



Come inebriato di tanto “bere”, continuo a guardarmi in torno e riprendo qualunque situazione.

TUTTO VIBRA.

Ecco: “ho fatto il pieno”. Mi dirigo a casa dove mi aspettano fogli, colori e il bagaglio di immagini che scorrono davanti agli occhi e sullo schermo e poi ancora nella mente.

In preda ad una gioia irrefrenabile, ipnotizzato senza vedere, i colori si susseguono vorticosamente.

Finito, ma pronto a nuovo ascolto, seduto sulla sedia ammiro quanta benedizione ho ricevuto nel tempo per questo ASCOLTO per questo SENTIRE.

Ma torniamo alla pittura.

A luglio precisamente il 20 luglio 2018 vengo contattato dalla Società Pagine di Roma.

Mi invitano a partecipare con tre miei dipinti nella splendida cornice di Palazzo Ferraioli, inserendomi nel catalogo del 20 luglio 2018 l’Arte si Mostra, con altri 35 artisti.

Stupore e che onore.

Un’accoglienza splendida e una critica molto positiva, mi hanno ulteriormente spronato a proseguire la via.

Non ultimo sempre la Società Pagine mi manda la richiesta di comporre con dodici mie opere a mia scelta, un calendario che arriverà a gennaio 2020.



A fine agosto primi di settembre 2018, su consiglio di amici entusiasti per come dipingevo, mi iscrivo ad un corso di pittura emozionale che si svolse presso l’Istituto Osho Miasto – Centro di Meditazione e Crescita Spirituale. Si dipingeva con pennelli di varia forma e grossezza, pure con le mani e chi voleva pure con i piedi… si cammina letteralmente sui colori, lasciando le proprie impronte su fogli di carta 110×75, appoggiati al pavimento di legno. Poi, a fine sessione, si condivideva con il Tutor e lo psicologo lì presenti.

Sono stati quattro giorni di “passione”.

Scoprii che potevo dipingere con la mano sinistra, parte anatomica del mio corpo che ben conoscevo ma che non consideravo atta alla pittura.

Ed in vece NO!!!

Era importantissima!!!



Feci l’esperienza di dipingere una sera, nella quasi totale oscurità. Due colori: bianco e nero.

Le considerazioni e le “critiche” da parte dello psicologo e del Tutor si susseguivano almeno due volte al giorno; mi nutrivano.

Non mi hanno mai fatto sentire in difetto, al contrario, mi sono sentito elogiato ed onorato di aver fatto parte del gruppo di ricerca.

 

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E-mail: amedeo.carminati@libero.it

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Recensione di: Prof Angelo Campolo

L'arte di Amedeo Carminati, dai ritmi cromatici costruiti con assoluta "pulizia" segnano le sue emozioni nella costruzione delle sue opere.
La sua scelta concettuale da forza ai suoi sentimenti interiori riflettendo sulle sue astrazioni dalle forti intime valenze.
Il colore viene guidato dal suo desiderio di trasformarlo in un impatto visivo di carattere fortemente emozionale, con forza ed efficace tematica e comunicativa.
Carminati conduce la sua ricerca verso l'esplorazione della sua anima, attenta alla pur minima ricezione intimista. E' un artista che sa destreggiarsi con equilibrio, fra la segnica a volte geometrica ed a volte informale.
La sua pittura segue l'evoluzione della sua fantasia, la sua predisposizione allo studio dell'emozione che prende vita e si trasforma motivando la sua ricerca che segue la sua creatività, ponendo in evidenza le formule cromatiche tese al fine di raggiungere i confini tonali inesplorati. Oggettivamente possiamo notare nelle tematiche condotte dall'artista un intimo silenzio che ci avvolge in un arcaico mistero.
Un'astrazione che coinvolge la soggettività del suo animo ed il suo concetto creativo, dell'assoluta emozione ed intima sensazione che gli permette di spaziare e di dialogare con delicate trasparenze per esprimere la sua assoluta pienezza artistica. La superficie del supporto sul quale dipinge non è per Carminati il luogo dell'evento pittorico, un punto limite che raccoglie la "fine del pensiero" ma un modo per rapportarsi con il mondo esterno.