Grande mostra permanente di arte, artisti ed espressioni artistiche, nessuna esclusa

Paola Marchi

Biografia

Sono nata e vissuta a Vergato, un paese della Val del Reno, in provincia di Bologna. Fin da molto giovane ho mostrato interesse per l’ambito umanistico, appassionandomi in particolare alla letteratura, alla filosofia, all’arte. Mi sono laureata all’Università di Bologna e ho insegnato materie letterarie nella scuola media per oltre trenta anni. La mia attività di insegnante è andata di pari passo con la dedizione alla pittura, che è poi divenuta il momento privilegiato per esprimere me stessa, il mio modo di sentire e di vedere la realtà. Nelle mie opere prevale la presenza della natura e del territorio in cui vivo, ai quali mi ero già dedicata, come insegnante, al di fuori della mia attività artistica, ma è attraverso la pittura che meglio sono riuscita ad esprimerne il profondo legame. La formazione culturale e l’attività professionale hanno molto influenzato le mie opere, ma esse sono soprattutto il frutto di un costante e impegnativo lavoro da autodidatta, maturato attraverso un’appassionata e costante applicazione. Negli ultimi anni mi sono fatta conoscere in ambiti più vasti, partecipando a numerose mostre personali e collettive, ho pubblicato le mie opere su libri e riviste d’arte sia cartacee che on line. Sono inserita nel Dizionario degli Artisti di Bologna, nell’Archivio Monografico dell’Arte Italiana e nell’Annuario Internazionale d’Arte Contemporanea, Mondadori Artisti’20.

 

Contatti

Pagina Web

E-mail: paola.marchi153@gmail.com

Pagina Facebook

 

Visione artistica

Cosa si intende per Arte e come si vive la propria Arte

L’arte intesa come espressione estetica dell’interiorità e dell’animo umano, fra le varie definizioni che le sono state date è quella che sento più vicina alla mia sensibilità.

Quando penso all’arte penso infatti alla capacità di trasmettere messaggi che, partendo dall’interiorità dell’artista, riescono a comunicare emozioni. Credo però che l’opera d’arte non si limiti alla sfera individuale, ma si esprima in ogni ambito culturale attraverso le più svariate forme di creatività, da quelle più tradizionali a quelle più innovative.

Ciò nonostante, molti sostengono che l’arte sia inutile. Nella nostra società, basata sull’utilitarismo, difficilmente l’arte viene percepita come un bisogno. Eppure, io credo che mai come oggi ci sia bisogno di arte.

Se diventa parte della nostra vita, non solo ci fa sognare e ci emoziona, ma ci aiuta a migliorare, a riflettere e soprattutto in momenti come questi di forti contrasti e divisioni, ci fornisce un linguaggio universale per comunicare.

Io amo l’arte, posso veramente dire che mi ha aiutato a crescere, a superare momenti difficili, ad apprezzare la vita e la bellezza. Anch’io ho cercato di fare arte, seguendo un’innata propensione per il disegno e la pittura che ho assecondato fin da molto giovane. La mia formazione è stata quella di un’autodidatta, ed è maturata in una costante ed appassionata applicazione che dura ormai da molti anni e che ancora mi accompagna.

L’attività artistica si è intensificata negli ultimi tempi e, anche se mi sono dedicata a molte altre cose in campo culturale, credo di essere riuscita ad esprimere meglio me stessa proprio attraverso la pittura. È con la pittura che cerco di realizzare l’idea che ho dell’arte: trasmettere messaggi ed emozioni con una rappresentazione della realtà che rispecchi il più possibile la mia sensibilità. Nelle mie opere ci sono composizioni floreali, figure umane, nature morte, ma prevale la natura e il paesaggio del territorio in cui vivo, l’Appennino tosco-emiliano. Quando dipingo cerco di cogliere lo spirito e l’atmosfera delle immagini, soprattutto quando il soggetto è il territorio al quale sono legata da un particolare rapporto affettivo, fatto di sensazioni, emozioni, ricordi. Negli ultimi tempi, stimolata anche da un gruppo artistico di cui faccio parte, ho realizzato anche delle opere in cui mi esprimo su temi sociali, etici e religiosi. È un percorso per me ancora abbastanza nuovo, ma credo valga la pena di proseguire se è vero che l’arte ci fa sognare ed emozionare, ma nello stesso tempo ci deve aiutare a conoscere e a migliorare noi stessi e gli altri.

 
 

Manifestazioni

MOSTRE
1998
4-19 luglio Personale I Prà - Cereglio
1999
luglio Personale Gaggio Miraggio
23 agosto Personale Art Tolè
2003
28-31 agosto Personale Castel Di Casio
2004
maggio Personale In disparte Vergato
5-8 agosto Personale Castel di Casio
2007
2-3 giugno Personale Fiera val del Reno Vergato
2008
2-3 giugno Collettiva Fiera della Val del Reno
2008-2009
6 dicembre-6 gennaio Arte in vetrina Vergato
2009
17 novembre Personale Biblioteca “P.Guidotti” Vergato
2010
Collettiva Vergato
2011
Collettiva Vergato Arte
2012
Collettiva Vergato Arte
2013
25 maggio-2 giugno Collettiva Vergato Arte
25 maggio-6 giugno Collettiva Salette della Contessa Gaggio Montano
15 novembre Collettiva Biblioteca “P.Guidotti” Vergato
2014
10-15 maggio Collettiva Galleria de Marchi Bologna
luglio-agosto Poliambulatorio San Biagio Casalecchio
31 maggio-3 giugno Personale Vergato Arte
24 agosto-8 settembre Personale La Scola
2015
25-30 aprile Collettiva 25-30 aprile
9-10 16-17 maggio Collettiva Vergato Arte
29 luglio-19 agosto Collettiva Castello Manservisi CASTELLUCCIO
22-30 agosto Personale LA SCOLA (Grizzana Morandi)
11-13 settembre Collettiva Premio S. Clelia-Cà dei Fabbri (Bo)
22 novembre - 5 dicembre Personale Biblioteca “P. Guidotti” Vergato
2016
5-21 gennaio Collettiva Galleria de Marchi (Bologna)
8-24 marzo Biblioteca Collettiva “P.Guidotti” Vergato
27 febbraio 10 marzo Collettiva Galleria de Marchi (Bologna)
19 maggio Collettiva Galleria de Marchi (Bologna)
21-22 e 28-29 maggio Personale VERGATO ARTE
giugno Personale Notte Bianca a Vergato
20-28 agosto Personale LA SCOLA (Grizzana Morandi)
2017
25-30 marzo Collettiva Galleria de Marchi -Bologna
6-14 maggio Collettiva Basilica di San Petronio-Bologna
20-28 maggio Personale Vergato Arte
giugno Collettiva Basilica S. Maria della Vita (Bo)
settembre Collettiva Sala Teatini-Bologna
18-19 novembre Collettiva Villa Mazzacorati-Sala Franceschi-Bologna
2018
7-11 aprile Collettiva Galleria de Marchi.Bologna
5-13 maggio Collettiva Basilica di San Petronio-Bologna
19-27 maggio Personale Vergato Arte
26 maggio-30 giugno Collettiva S.Maria della Vita- Bologna
giugno Collettiva Villa Mazzacorati-Sala Franceschi-Bologna
2019
8-9-10 marzo Collettiva Villa Mazzacorati-Sala Franceschi-Bologna
4-12 maggio Collettiva Basilica San Petronio-Bologna
13 maggio-7 giugno Collettiva Chiesa dei Celestini-Bologna
15 maggio-14 giugno Collettiva Emil Banca-Bologna
16 maggio-19 maggio Collettiva Vergato-Arte
4-15 luglio Collettiva Palazzo d’Accursio-Bologna
10-18 agosto Collettiva Tolè
24 nov- 6 dic Collettiva Biblioteca Guidotti-Vergato
8 dic- 23 dic Personale Biblioteca Guidotti-Vergato
14-30 dicembre Collettiva Corte di Felsina-Bologna
2020
21-29 marzo Collettiva Corte di Felsina
8-16 agosto Collettiva Tolè
12-18 settembre Collettiva Biennale Normanni- Monreale
26-27 settembre Collettiva Palazzo Ximenes -Firenze (annuario Mondadori)
Sospeso per emergenza sanitaria VideoEsposizione Premio internazionale città di NewYork
2021
1-6 maggio VideoEsposizione Premio Paris Artexpo


PUBBLICAZIONI
(Libri, riviste, annuari)
Arte ed artisti contemporanei, edizioni Pagine 2017
Affreschi, edizioni Pagine 2017
Art Journal, vari numeri in particolare n.3-4 2017 e 3-4 2018
Dizionario degli artisti di Bologna, a cura di Art Journal 2018
L’evoluzione dell’arte, edizioni ASBA 2019
Luoghi della bellezza, edizioni Luoghinteriori 2019
Art Now, genn-febbr 2020
Artisti’20 Annuario Mondadori 2020
Il futuro dell’Arte, edizioni ASBA 2020
Art Journal, edizione straordinaria n.100, 2020
Art Leader, a cura di A.Crespi, Art Now, 2020

WEB
Notizie sull’artista, interviste, video, immagini di opere sono visibili sul profilo Facebook e vari siti web
https://www.facebook.com/profile.php?id=100005577070314 (profilo personale su Facebook)
http://www.millecolline.it/wordpress/2018/10/15/paola-marchi-a-millecolline (video sulla rivista on line Millecolline con intervista, recensione critica e galleria con immagini di opere)
https://youtu.be/NuAi7W_yxZI (video di VergatoNews24 sulla mostra dell’agosto 2014 a Scola, di Grizzana Morandi)
https://m.youtube.com/watch?v=dzxJOUFgrRE ( video con immagini di opere, casa editrice Pagine)
https://www.youtube.com/watch?v=RWLXxRU6QgY (Presentazione di opere e commento critico di A. Agostini)
https://www.arteitaliana.org/marchi-paola/ (Archivio monografico Arte Italiana)
http://www.lacortedifelsina.it/paola-marchi/ (video delle mostre del 2019 e del 2020)
https://youtu.be/jYtUgktRrWQ (servizio televisivo Storie di artisti dal programma Eccellenze Italiane)

 

 
 

Recensione di: Archivio Monografico dell'Arte Italiana

Pennellate di colare narrano il paesaggio attraverso immagini simbolo di un territorio che conserva fiorente la bellezza di una natura rigogliosa:
Seguendo la linea della pittura impressionista Paola Marchi attua una descrizione di sintesi per evidenziare atmosfere romantiche che vivono mediante una tecnica ricca di accenni poetici. Paola Marchi è artista di talento. le sue capacità disegnative e coloristiche si evidenziano nella composizione appariscente agiata da evaporazioni luministiche. Paola Marchi è dotata di creatività, le sue opere sana un repertorio di visioni raggianti che si delineano tra disegna ed eleganza.
L'artista plasma la luce, vaporizza i calori per far risaltare piccoli particolari, pennellate dense e sfumate proiettano l'immagine di un luogo che diventa comunicativo attraverso la qualità cromatica. Il disegna minuzioso rappresentato da Paola Marchi nasce dalla sguardo profonda di ciò che le sta attorno, affida alla sua inventiva l1energia cromatica per scavare la profondità poetica della rappresentazione.
La sua arte è un leggera canto poetico che celebra innumerevoli stati emozionali che si fissano sulla tela con maestria tecnica. La pittura di Paola Marchi diventa specchio di un racconta realistico dove si avverte la potenza espressiva delle variazioni cromatiche e delle luminosità. Paesaggi e nature morte confermano la maestosità della natura, l'artista si rivela essere illustratrice di atmosfere che vivono mediante liberi valori pittorici.
Paola Marchi ama le cose semplici che conservano la ricchezza di una visione emozionale. i suoi paesaggi, aderenti alla realtà, traboccano di lirismo e di raffinatezza, le nature morte colgono perfettamente l'equilibrio di una composizione armoniosa e si animano di una ricca tavolozza di elementi.

 

01/03/2019

Recensione di: Anna Agostini

Le opere pittoriche dell'Artista Paola Marchi hanno la caratteristica, non comune, di dialogare con la nostra interiorità dopo il primo approccio visivo.
Rileviamo in questa pittrice la capacità di cogliere ed offrirci i mutamenti cromatici dei soggetti dipinti sotto le varie incidenze della luce; da questo ne deriva, si percepisce e ne scaturisce la potenza dell'opera dove l'attenzione dell'artista si esplica nella freschezza delle fronde degli alberi rese con verità infallibile nella pacata serenità dei boschi del nostro Appennino, nella ferma solennità delle Chiese, nella visione contemplativa delle edicole e dei piccoli borghi montani.
Un lavoro di attenta, meticolosa ricerca a testimoniare gli umori dei paesaggi rappresentati ove possiamo percepire persino le vibrazioni del vento.
La creatività della pittrice magnifica la natura nel suo spirito, innalzando alla purezza decorativa ogni elemento che della natura fa parte, amplificandone i contenuti fino a farne derivare fascini poetici ed insospettati.
Possiamo parlare di sintesi creativa nella Marchi che si esplica in una pittura fatta di gioia e di forza, di serenità e purezza nella sua ampiezza e profondità di concetti pervasa sempre e comunque da delicato lirismo.
Come il poeta, lo scrittore che prende nota ma non trasferisce per iscritto ambienti e personaggi senza prima averli filtrati dalla sua sensibilità e sottoposti al vaglio dell'idea, così le opere pittoriche di Paola Marchi nascono dal suo intimo sentire che si traduce all'occhio dell'osservatore, in un'abilità meticolosa nella struttura delle singole cose che l'Artista osserva, siano esse le ragnatele dei rami e cespugli spogli nella pacata tenue luce malinconica dei paesaggi autunnali ed invernali oppure i borghi dai delicati registri del colore dove il paesaggio assume una sussurrata descrittività, così preziosa e delicata nei contrappunti del segno, che fa vibrare il colore scrivendo il tempo attraverso le fasi della natura.
Un mondo lirico procedente per traslati nei quadri della Marchi, equivalenze importanti nella poesia che ricrea atmosfere passate, una musicalità descrittiva d'insieme nei soggetti trattati, persuasiva nello svolgimento tematico.
Sempre, la narrazione cromatica degli elementi trattati si espande nei contenuti per immergersi nella nostra intimità, nelle percezioni, nei ricordi.
Una latitudine pittorica elevatissima che trasmette emozione pura nelle opere della Marchi e che ci porta a rivivere le atmosfere e le ambientazioni tematiche dei suoi dipinti quasi potessimo magicamente "passeggiare" all'interno del quadro.
Estensioni, passaggi dalla musica al colore alla luce, lungo le trame della sensibilità dell'Artista.
E' una pittura che trasmette una profonda serenità all'animo dell'osservatore oltre a travalicare e fissare il piacere della visione; la massima comunicatività tradotta in immediatezza, unita alla serena visione del mondo circostante, che oltrepassa il limite descrittivo e prospettico in una densità unica di significato.
Non quindi, appunto, il limite della "visualità" nelle opere della Marchi, non si tratta di una pittura che rimane in superficie, che non può essere "costretta" ma si manifesta in intensi, potenti effetti di colore-luce.
L'immediatezza di ciò che l'artista vede nel paesaggio circostante viene abilmente resa con il motivo che ha suscitato l'emozione nel suo animo, senza improvvisazione ma con attento ascolto della propria anima e del proprio cuore.
Il vero Artista vede ciò che agli altri, ai più, sfugge o vedono male nel poema della natura e di tutto ciò che ci circonda e Paola Marchi questo vedere lo espleta in maniera personalissima.

 

Recensione di: Prof. Franchino Falsetti – Critico d’Arte

Parole dipinte

In un’epoca in cui convivono gli eccessi della modernizzazione, le avventure illimitate della scienza e della tecnologia, il declino dei valori morali e della cultura occidentale, la caduta di tutte le ideologie e delle religioni, della globalizzazione del presente e dell’omologazione del pensiero e dell’agire dell’uomo, in un mondo dove l’espressione artistica viene condizionata dal mercato e dai modelli consumistici, dove la creatività è sinonimo di edonismo sociale e dove tutto si risolve in un piacere sfrenato della vita nelle sue manifestazioni più istintive ed immediate, in tutto questo gigantesco frullato di contraddizioni e di cancellazioni, il desiderio di trovare protagonisti legati ad una naturale continuità con il “passato” dove siano riconoscibili i segni della memoria, le evocazioni visive e sonore di un “piccolo mondo antico”, non può che essere il provvidenziale antidoto per allontanare questa inesorabile ed inconsolabile agonia dell’uomo contemporaneo.
La produzione artistica della Paola Marchi appartiene a questa tendenza di saper osservare la realtà per renderla non solo piacevole come fruizione estetica, ma di saperla trattare come un primario alfabeto delle armonie visuali e cromatiche.
L’artista Paola Marchi ama i soggetti della sua terra, gli angoli delle sue riflessioni, i luoghi dei suoi pensieri, dei suoi ricordi. La sua tavolozza è variamente composta ed i colori sembrano i “toni” del compositore che cerca nella scala musicale gli accordi di equilibrate assonanze delle proprie rapsodie emotive ed evocative.
La Natura ed il Paesaggio sono i temi ricorrenti della sua arte. Sono, fondamentalmente, le sue radici, i suoi orizzonti, il suo immaginario.
Gli ampi spazi visivi dell’Appennino tosco-emiliano, la sua Vergato e dintorni, sono i fondamenti su cui è costruita la sua “poetica” artistica.
La sua propensione ed espressione figurativa la rendono, fortemente, comunicativa. Senza imitare atteggiamenti ammiccanti, la sua arte è volutamente introspettiva, è ricerca di emotività dimenticate, è discorso profetico, è un piacevole viaggio sentimentale tra le pagine scritte della propria storia intima nel contrappunto dei ricordi.
E questo contrappunto si risolve nel continuum cromatico dei tre colori fondamentali: il giallo, il rosso, il blu. Le cui mescolanze determinano e suscitano varietà infinite di sfumature e nuove combinazioni per ogni altra equilibrata tonalità
L’artista Paola Marchi nelle sue realizzazioni entra, inconsapevolmente, in un certo ruolo del pittore (anche se dichiaratamente autodidattica) che è quello di “proiettare ciò che si vede in lui”. Che significa che il pittore vive nella fascinazione. Che significa che non è tanto quello che proveranno gli spettatori, quanto quello che il pittore sente nell’essere “guardato” dalle cose che lo colpiscono, che lo guidano, che lo meravigliano.
Questa sensazione quasi metafisica della riflessività del sensibile si coglie nella vasta ricerca dei pensieri dipinti della sua partecipata produzione artistica prevalentemente ad olio: paesaggi, nature morte, figure umane.
Il pensiero della visione è una costante del suo modello di scrittura: Paola Marchi insegnante di Lettere, con vari interessi ed approfondimenti come la filosofia, la storia locale, la lingua italiana, il dialetto, ha scelto la pittura perché risponde alla sua intima compensazione del linguaggio che ci permette di pensare e di vedere senza parlare. Senza l’uso della parola. Un ritornare alle origini della formazione del linguaggio orale. Nell’immagine risiede il grado empatico dell’incontro, dell’identità, del riconoscimento, dell’intesa, della comunicazione. Un universo dialogico che parte non dall’artistica ma dagli oggetti, dai soggetti che ci guardano, che sono lì in attesa di prendere forma nel pensiero creativo dell’artista e nelle sue elaborazioni corporee del rivivere atmosfere lontane come se fossero immutate nel tempo e nella nostra cultura.
L’artista Paola Marchi mentre sceglie gli spazi visivi della sua minima antologica, con sguardi mobili, ci rende partecipe del suo mondo, la gioia dei suoi indimenticabili ricordi, il fascino misterioso della presenza costante di un genius loci che sembra guidarci attraverso questi bozzetti di memoria, per liberarci nell’infinito delle parole dipinte.
E la pittura ad olio, preferita dall’artista, ne sottolinea ogni intensità e profondità. In lei non c’è solo il desiderio di una scelta tradizionale di una nobile tecnica, ma l’affermazione della propria identità artistica, il suo risalto culturale fatto di un insieme di processualità che mentre rende più plastica l’immagine la trasforma nelle pluralità cromatiche, in successive visioni complementari ed assonantiche.
La pittura ad olio ci trasmette una articolata visione dell’esteriorità esaltando la nascosta nostalgia dell’artista.
In questo si nasconde l’anima sensibile della Paola Marchi: i silenzi delle sue opere: le calde Nature morte e suoi luminosi Paesaggi sono la sua cifra poetica. È il suo festoso racconto con gli abiti della domenica di una immutata Infanzia dei sentimenti e dei sogni.

Le opere della Paola Marchi ci comunicano la sua coscienza artistica, la sua passione pedagogica e didattica che diviene consapevolezza di un particolare messaggio, nella precarietà ideologica del mondo contemporaneo, quello stesso che ricordava Paul Klee, in una celebre conferenza (Jena,1924): “Mi è capitato di sognare un’opera di vasto respiro che abbracci l’intero ambito degli elementi, dell’oggetto, del contenuto e dello stile. Questo rimarrà certo un sogno, ma è bene immaginare di tanto in tanto questa possibilità, oggi ancora vaga”.