Grande mostra permanente di arte, artisti ed espressioni artistiche, nessuna esclusa

Zionela Belgrave

Biografia

ZIONELA BELGRAVE

Sono cittadina italo-venezuelana e vivo in Italia da 37 anni. Dopo il diploma, previo corsi di meccanografia e contabilità, ho lavorato come segretaria in banca e poi in una impresa di assicurazioni, per circa 13 anni.

Per quanto riguarda l’arte, fra il lavoro normale e casa, ho dedicato tutto il tempo possibile alla pittura, facendo più che altro ritratti, tema che preferivo dopo averne fatto in precedenza diversi di personaggi storici per la scuola dove lavorava mia madre che era maestra.

Rispetto alla istruzione artistica ho frequentato per oltre dieci anni diversi corsi e scuole di disegno e pittura a Caracas finché, con l’idea di crearmi un lavoro indipendente, mi sono concentrata nel restauro di opere su tela e legno presso la Universidad Simón Rodriguez nel cui ambito ho imparato diverse tecniche pittoriche e creative anche antiche. Il tutto fino al 1984 quando mi sono trasferita a Firenze per approfondire gli studi di restauro, pensando poi di coniugare l’attività pittorica con il lavoro di restauro. Il percorso d’istruzione seguito è stato il seguente:

- Escuela de Artes Plásticas Cristobal Rojas, Caracas, 1971 disegno - CEGRA Centro de Artes Graficas, Caracas, 1971 disegno. - Accademia Experimental, 1972-73 de Arte del maestro Heinz Dollacker, a Caracas, disegno e pittura - Università Simon Rodriguez, 1980-1981 a Caracas, ho studiato teoria e pratica del restauro su tela e legno, altre materie come storia e museologia, e le varie tecniche pittoriche esistenti come olio, pastello, china, acqua forte, incausto; docenti: la restauratrice Ana Detyniecky e il maestro Mietek Detyniecky. - Università Internazionale dell’Arte UIA, a Fiesole, 1984-1985 corso biennale di specializzazione in conservazione e teoria del restauro delle opere d’arte, fra i docenti: Umberto Baldini, Antonio Paolucci, Ornella Casazza, Gianna Bacci. - Per conoscere la tecnica di pittura alla prima, ho avuto lezione dal pittore Amir Rubin, allievo per discendenza di Courbet.

Infine, devo dire che, dopo avere disegnato e dipinto più o meno dagli anni 60 per mio piacere, è soltanto da circa sette anni che la pittura è diventata per me l’attività a cui dedico la maggior parte del mio tempo.

 

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Visione artistica

Riassumendo, ritengo che ci sia sempre un’opera d’arte in quella idea nata cervello dell’esecutore e resa visibile dopo averla realizzato con cura, impegno e passione. Certamente dopo la comparsa, prima della fotografia e poi degli strumenti informatici, l’arte così come l’avevo imparata, è molto cambiata. I pittori prima dovevano studiare e realizzare le forme tale quale si vedono nella realtà in quanto che arte visiva era ritenuta quella più precisa e simile al naturale. Dopo gl’impressionisti questa precisione cominciò a divenire meno importante prendendo via via auge la figura difforme e imprecisa, sempre di più, diventando così un modo stabilito di dipingere ritenuto valido e anche bellissimo oppure sconvolgente. Infine, non da molto, è apparso nell’arte l’assurdo e l’inatteso.



Come vivo la mia arte

In tale processo sopra accennato, come pittrice, sono rimasta un po’ in mezzo. I cambiamenti sono stati vissuti con una certa inquietudine, come se si pensasse ormai non c’è più niente da fare, tutto è già stato dipinto. Addirittura, il nulla o quasi, per dire, una tela con solo la firma o addirittura senza, è stato già fatto. Ma amando dipingere proseguo ugualmente.

Nel mio lavoro cerco di creare seguendo l’intuito e se non mi viene la ispirazione cerco di inventare. A volte vado in pausa perché non accade nessuna delle due.

Della pittura mi piace, primo, che mi concentro come in nessun’altra attività. Poi mi piace il proposito che mi pongo di arrivare alla fine, per cui se non mi pare che abbia finito, posso stare tanto a fare un dipinto in particolare se è ad olio, e in questo processo mi sento sulle spine fino alla fine.

Col tempo i temi o soggetti sono cambiati prevalendo oggi elementi che mi portano a creare situazioni immaginate, avvicinandomi sempre di più a fare cose che inducano stati animo positivi, dal momento che vanno a stare nelle pareti delle case, evitando pertanto di realizzare temi che possano evocare le parti scure o depresse dell’umanità che ognuno inevitabilmente in qualche modo è costretto a vedere ogni giorno.

 
 

Manifestazioni

Volume “Artisti Del Mugello”, Editore Masso delle Fate, marzo 2016. Dipinti pubblicati: “Ulivo”, “Ragazza con turbante”, “dorme”, “Vetrata”
Volume “Giotto, la casa, il Colle di Vespignano” Edizione per la celebrazione dei 750 anni della nascita di Giotto. Editore Masso delle Fate, maggio 2017. Dipinto pubblicato “Allieve del Corso”
Partecipazione al “Premio Vincent Van Gogh”, aprile 2018, opera pubblicata “Cannocchiale”;
V premio “Nuovi Occhi sul Mugello” collana “Ars Artis”; 2a classificata in arte a tema libero col dipinto “Stormo di Gabbiani” pubblicato in antologia, maggio 2018.
Partecipazione al “Premio Claudio cavallini Kevo” catalogo ottobre 2018. Dipinto pubblicato “Falco”;
Ho partecipato quale membro della giuria al premio “Nuovi Occhi sul Mugello anni 2019 e 2020.

 

 
 

Recensione di: Amir Rubin (pittore, maestro, allievo per discendenza di Coubert)

“Il lavoro di Zionela Belgrave riflette una ricerca onesta di espressione pittorica, che si appoggia solo delicatamente sul concettualismo. Le immagini attirano lo spettatore verso questa ricerca di guardare verso l'esterno, ma mai a scapito della propria espressione.
I dipinti mostrano assenza di timore del misterioso o dell'ignoto, in effetti sembra che Belgrave si senta più a suo agio in questi regni tra fede e conforto.
Le immagini sottili di questa mostra trasmettono il vero mood in cui sono realizzati i dipinti, che a mio avviso è uno dei traguardi più importanti a cui un artista può aspirare”

 

Recensione di: Giuria del concorso Nuovi Occhi sul Mugello 2018

Parere sul dipinto Stormo di Gabbiani, secondo premio.

“Sembrano nascere dai pensieri, forse dai sogni della ragazza, quei gabbiani alzatisi in volo verso un oltre fatto di mari, di monti, di verdi e di azzurri. E la calma riflessività della sua espressione, la rilassatezza del suo stare, il libro aperto sulle gambe con la mano che tiene il segno, che generano quella bellezza in volo. Un’opera colma di emozione”