Grande mostra permanente di arte, artisti ed espressioni artistiche, nessuna esclusa

Bruno Greco

Biografia

Bruno Greco nasce a Varese nel 1951 e fin dall’infanzia emerge la sua predisposizione dapprima per il disegno e poi per la pittura, perfezionata in seguito con dedizione a livello di autodidatta e con studi privati.

Si laurea in Ingegneria Elettrotecnica al Politecnico di Milano ed intraprende l'attività in ambito industriale fino al ruolo di dirigente.

Nonostante l'impegno nel lavoro, si dedica con fervore all’attività artistica esponendo in numerose mostre collettive e personali in molte Gallerie e Fiere d'Arte in Italia e all’estero (Montecarlo, Londra, Parigi, Hangzhou, New York, Atene, Bruges, Barcellona, San Josè, Locarno, Bruxelles, Berlino, Hong Kong, Stoccarda, Mosca, San Pietroburgo e Miami), presentato da insigni critici.

Pittore figurativo e paesaggista nella tecnica ad olio su tela, dove rappresenta la “poesia dell'immagine”, con firma “B. Greco”, dal 2007 ha cominciato a realizzare anche opere in acrilico ispirate alla “emozione dell'essere”, con una personale interpretazione del colore sia nell'ambito paesaggistico/figurativo che nelle opere astratte o materiche, con firma “brown777 B.G.”.

L'artista ha anche realizzato opere in ceramica Raku su pannello e sculture in pietra o composite.

È stato presente su diversi Annuari Internazionali d’Arte (Mondadori, Comed, Elite, Avanguardie Artistiche, D’Arte, International Contemporary Artist by ICA Publishing) e compare su vari siti web internazionali.

Ha ricevuto diversi premi ed è stato pubblicato su numerose riviste internazionali: ArtisSpectrum, Atmosphere, Boè, Arte, EuroArt, è: ikon, Artecultura, Overart, etc.

L'artista si esprime anche nelle arti letterarie ed in particolare nella poesia; ha ottenuto molti riconoscimenti in concorsi pubblici ed ha pubblicato due libri di poesie, rispettivamente nel 2019 e nel 2021 con Aletti Editore.

Vive a Casciago (VA) e lavora nel suo atelier privato in Varese.

 

Contatti

Pagina Web

E-mail: brown777@libero.it

Pagina Facebook

 

Visione artistica

Riflessioni sull'Arte

Se si parla di arte, su internet si trovano innumerevoli definizioni e riflessioni, soprattutto se si intende parlare di arte contemporanea.

In sintesi, oggi è arte tutto ciò che può generare emozione, e non necessariamente a tutti.

È un concetto aperto, anche alle interpretazioni, e può allora diventare difficile dare delle valutazioni che abbiano valenza universale.

Io so che mi diverto a dipingere per soddisfare le mie emozioni ed il mondo esterno è libero di giudicare, apprezzare o criticare: il mio obiettivo resta solo quello di cogliere e poi di tentare di generare emozioni con il mio modo di riportare i colori sulla tela.

E seguo quasi sempre il mio motto ispiratore:



“Nel mondo che ci circonda, nella natura, nell’intensità di uno sguardo o nella poesia di un paesaggio, io assaporo la sintesi di quella bellezza che fa vibrare il mio essere e muove i miei sentimenti.

Il fissare, su tela, tutto ciò rappresenta per me un modo per elevare un inno al creato con ... una sinfonia di colori che vorrei potesse echeggiare in uno spazio ... senza tempo”.



Ecco che allora con i colori ad olio propongo la “poesia dell'immagine”, ovvero paesaggi o figure che mi ispirano un senso di poesia interiore, di bellezza, di serenità.

E cerco di dipingere un'immagine con forme e colori reali, grazie anche alla grande versatilità dei colori ad olio, seguendo canoni espressivi razionali.

E la poesia è lì, tra i colori, il disegno, l'immagine e l'armonia d'insieme.

Il mio inno al creato cerca di emergere.

Queste opere le firmo “B. Greco”, in quanto ho iniziato fin da giovane con questo stile pittorico, da buon appassionato del Caravaggio, e perché dopotutto rappresenta la parte razionale del mio io.

Il desiderio, comunque, di sperimentare tecniche pittoriche diverse mi ha portato nel tempo a ricercare modi nuovi ed alternativi per esprimere le mie emozioni, pur seguendo lo stesso principio ispiratore.

Cercavo il “canto dei colori”, “l'emozione dell'essere”!

Mi hanno aiutato i colori acrilici, le spatole e ancora i pennelli.

Ho lavorato sulla interpretazione emozionale, attraverso i colori, sia di paesaggi e figure, sia di composizioni astratte o materiche.

Una esperienza piacevole, che si protrae tuttora e parallelamente alla precedente.

Il paesaggio non è più solo “poesia dell'immagine”, ma anche emozione, personale interpretazione, palesata nel “canto dei colori”. L'irrazionale prende vita!

Colori forti, come forti sono le emozioni, ma sempre gestiti e stemperati in un'armonia d'insieme.

La necessità interiore di distinguere questi due modi diversi di esprimermi, entrambi di mia soddisfazione, e di dividere razionale da irrazionale, mi hanno portato alla introduzione di uno pseudonimo, “brown777 B.G.”, con il quale firmo questi dipinti.

(brown > scuro > bruno,

777 > contrario di 666, rappresenta l'espressione privilegiata della mediazione tra umano e divino; globalità, universalità; equilibrio; dinamica, ciclo compiuto.)

Qualcuno potrà criticare questo mio modo di presentarmi, ma io seguo la mia strada, dividendomi tra razionale ed irrazionale, tra oli ed acrilici, tra poesia ed emozione.

E sperimenterò strade nuove, come ad esempio le recenti composizioni in acrilico e corteccia di palma o elementi in acciaio.

Per concludere una cosa è certa: dipingerò solo ciò che mi susciterà poesia od emozione, utilizzando la tecnica e la forma espressiva che preferirò e liberandomi da ogni schema predefinito.

Sono un amante della bellezza, dell’armonia e dei colori, che desidero possano esprimere il loro pieno canto nei miei dipinti, quasi sempre realizzati con grande attenzione ai dettagli.

Infine l’uso di colori acrilici fluorescenti contribuisce in certe opere, oltre che a dare luminosità al dipinto, anche a trasformarlo in elementi di luce o a farne risaltare alcuni particolari soprattutto nell’oscurità sotto l’effetto di luce ultravioletta.

 
 

Manifestazioni

2004 Esposizione “Lago d’arte”- Porto Ceresio (VA)
2004 Esposizione presso Comune Ispra (VA)
2004 Collettiva “Famiglia Legnanese”- Legnano (VA)
2004 Selezionato concorso “On the road art gallery” - Gallarate (VA)
2005 Esposizione 4° Trofeo Ba-Rocco – Milano
2005 Collettiva galleria “Ars Italica”- P.za Duomo - Milano
2005 Collettiva galleria “Postart” - Milano
2005 Collettiva galleria “Artelier”- Milano
2005 “Un nudo per l’estate”- galleria “Artecultura”- Milano
2005 “Autunno Padano”- galleria “Artecultura”- Milano
2005 Personale galleria “Artecultura”- Brera- Milano
2005 Expo-Art Montichiari (BS) – con galleria “Giochi d’arte” - Milano
2005 Premio d’arte “S.Ambrogio d’oro” – patrocinato dal Comune dalla Provincia di Milano
2006 Collettiva galleria “Artelier” – Milano
2006 Personale presso “Sala d’arte del Santuario di S.Maria - Busto Arsizio (Va)
2006 Bi-personale “ Sala del Mezzanino – Arengario”- Milano
2006 Personale presso galleria “Bellini Arte”- Cascina (PI)
2006 Rassegna “La telaccia d’oro” - Torino e Montecarlo
2006 Personale presso galleria “ Atelier d’arte di Braceschi“– Piacenza
2006 Expo-Art di Reggio Emilia con galleria La Telaccia
2007 Personale presso galleria " La Telaccia " - Torino
2007 Expo-Art di Bari con galleria La Telaccia
2007 Personale presso “Galleria Bonan Studio d’Arte Due“- Venezia
2007 Personale presso “Galleria Bonan Studio d’Arte Due”- Bassano del Grappa
2007 Personale presso galleria " New Ars Italica "- Milano
2007 Expoazzurra 2007 presso galleria Artecultura – Milano
2008 Personale presso Centro Culturale S.Magno –Legnano
2008 Esposizione presso “Ristorante Sacro Monte” – Varese
2008 Collettiva Minimalia a cura di Proart – Ferrara
2008 4° Premio “La Perla del Tirreno” - Viareggio
2008 Personale presso galleria “ Immagini Spazio Arte” di Cremona
2008 Collettiva presso galleria “ Atelier d'Arte di Braceschi”- Piacenza
2008 1° Premio Città del Palio -Accademia Santa Sara - Alessandria
2008 1° Premio Città di Alessandria-Accademia Santa Sara - Alessandria
2008 Premio “Ambiente2008”- Ordine dei Cultori - Giulianova
2008 Collettiva presso galleria “ Nolia's” - Londra
2009 Collettiva presso galleria "Art et Miss" - Parigi
2009 Fiera d'Arte Contemporanea di Milano - Novegro
2009 Collettiva " Il colore del suono" - Lecce
2009 Personale presso Art Hotel - Varese
2009 Collettiva presso galleria “Cascina dell’Arte” - Busto Arsizio
2009 Collettiva “The Odissey within” presso galleria “Agora” - New York
2010 VIII Biennale Internazionale presso le Sale del Bramante – Roma
2010 Collettiva Centro Culturale Redstar – Hangzhou (Cina)
2010 Collettiva “Incontri d’Arte” presso Villa Benzi Zecchini - Caerano di S. Marco (TV)
con presentazione di Vittorio Sgarbi
2010 Collettiva presso galleria “La Bonbonniere”- Sanremo
2010 XIII New West Lake Art Fair – Hangzhou (Cina)
2010 Collettiva presso galleria “Atelier Chagall “ - Milano
2010 Collettiva presso Pinacoteca Civica – Imperia
2010 Collettiva presso galleria “ New Ars Italica”- Milano
2010 Collettiva “Omaggio al Tricolore” presso la galleria “InternationalGallery Mary “ - Olbia
2010 Collettiva Athens Art-2010 presso Technopolis - Atene
2010 Personale presso " Sala dei Papi" del Comune di Casciago (VA)
2010 Collettiva presso galleria "Crisolart " - Barcellona
2010 Esposizione “ Feria Art Hoy ” - San Josè ( Costa Rica )
2010 Premio “ Il genio e la bellezza” -Accademia Il Marzocco – Firenze
2010 Premio “ David di Michelangelo 2010” - Assoc. Italia in Arte – Brindisi
2011 “Artistinmostra” presso Fiera di Parma
2011 “Magia Artigiana” presso Fiera di Locarno ( CH)
2011 Gran Premio Unità d'Italia 2011- Accademia Internazionale dei Dioscuri
2011 Premio “ Guglielmo II“ Associazione Artistica Il Tempio – Palermo
2011 Premio “Leone d'Oro per l'Arte” - Artexpò Gallery - Sirmione
2011 Personale presso Sala della Biblioteca di Porto Ceresio (VA)
2011 Premio “I maestri italiani del colore 2010-2011 a Dublino “ - Accademia Internazionale dei Dioscuri
2011 Premio “I maestri italiani del colore 2010-2011 a Berlino “ - Accademia Internazionale dei Dioscuri
2011 Personale presso galleria “ARTtime” di Udine
2011 Premio “ Trofeo Artista dell'anno 2011”- Artexpò Gallery - Cesenatico
2011 Collettiva “Blue Heart” presso galleria Studio Logos– Roma
2011 Collettiva “Premio Città di Tokyo” presso galleria Amart Louise– Bruxelles
2011 Collettiva “Tinta Forte” presso Forte Sangallo – Nettuno (Roma)
2011 Collettiva “ArtistINSanremo” presso Teatro Ariston – Sanremo
2011 Trofeo “ Parga 2011“ - Accademia Internazionale dei Dioscuri
2011 Biennale d'Arte Contemporanea – Scandiano ( RE) con stand personale.
2011 Salon ART SHOPPING– Carrouselle du Louvre – Parigi
2011 Premio “ Oscar arti visive“ - Artexpò Gallery con esposizione collettiva al Grand Hotel di Portovenere
2011 Expo Art "Percorsi d'Arte" - Grand Hotel Como - Como
2011 Collettiva presso “Atelier Roberta Braceschi “ - Piacenza
2011 Collettiva presso galleria "Scene d'interni/Arting159" -Lissone
2012 Vernice Art Fair - Forlì
2012 Personale presso Sala della biblioteca del Comune di Porto Ceresio (VA)
2012 Collettiva “Ultimi Lavori” presso Abbazia Monluè - Milano
2012 Personale presso galleria Sant’Isaia - Bologna
2013 Collettiva presso Spazio Arte Castello Torino - Torino
2013 Collettiva presso Spazio Museale Sabrina Falzone Milano
2013 Collettiva " Simultaneous Visions" presso Reuss Galerie - Berlino
2013 Collettiva "Riflessi d'Arte" presso Villa Il Geraneo - Monvalle (VA)
2013 ARTE PADOVA Stand personale alla Art Talent Show - Padova
2013 Arte Piacenza con galleria PassepARTout - Piacenza
2013 Premio Michelangelo di Overart - galleria Gadarte di Firenze
2013 Collettiva di Natale presso galleria Odrado da Ponte - Lodi
2014 Collettiva EXPOBOLOGNA2014 presso galleria Wikiarte- Bologna
2014 1 Biennale della Creatività - Palaexpo- Verona
2014 Arte Cremona con galleria PassepARTout - Cremona
2014 Arte Forlì con galleria PassepARTout - Forlì
2014 Collettiva presso Palazzo Bargello con Pittart - Gubbio
2014 Bi-personale presso galleria Odrado da Ponte - Lodi
2014 Collettiva F.AR.C presso Museo MIIT - Torino
2014 Collettiva presso galleria Satura - Genova
2014 Collettiva presso Caffè Letterario - Roma
2014 Collettiva presso Hotel Abitart - Roma
2014 Collettiva M-ART Contemporanea presso Villa Cusani Tittoni - Desio (MB)
2014 ARTIST FAIR La Versiliana - Marina di Pietrasanta
2014 Collettiva M-ART Contemporanea presso Villa Casati - Muggiò (MB).
2014 Esposizione personale presso La Colombera Golf Resort - Castrezzato (BS).
2014 Mostra personale presso Sala polifunzionale Comune di Porto Ceresio (VA)
2014 Collettiva M-ART Contemporanea presso Cittadella della Cultura – AGRATE BRIANZA
2014 Personale presso galleria SPAZIOPORPORA - Milano
2014 ARTE PADOVA 2014 con stand personale
2014 ARTE PIACENZA con galleria PassepARTout
2014 Collettiva Give Peace a Chance presso galleria PassepARTout - Milano
2014 Collettiva La Materia Ri-nata presso galleria Gard Design - Roma
2015 Collettiva presso galleria Spazio Porpora - Milano
2015 Collettiva presso galleria Plauman - Milano
2015 Collettiva presso Spazio Culturale Antonello da Messina - Legnano ( MI)
2015 Collettiva presso galleria Syrlin - Stoccarda
2015 Asia Contemporary Art - Hong Kong
2015 Personale presso galleria Spazio Porpora - Milano
2015 Personale presso spazio espositivo Artisti del Canavese - Ivrea
2015 Collettiva FestivalArt Spoleto
2015 Collettiva presso galleria FlyerArt - Roma
2015 Evento Sweep Temptation Moda, arte e design-Milano
2015 Collettiva presso galleria ArteArte - Mantova
2016 Collettiva presso Spazio Tadini - Milano
2016 Collettiva Donne in Rinascita con galleria Passepartout presso Atahotels Expo Fiera - Pero (MI)
2016 Collettiva presso Spazio Antonello da Messina -Legnano (MI)
2016 Collettiva Triennale del Bramante a cura di PITTart presso le sale del Bramante a Roma
con G. Grasso.
2016 Collettiva presso Atelier di R. Braceschi - Piacenza
2016 Personale Incontri d'Arte presso Atahotels di Varese a cura di PassepARTout Unconventionally Gallery (MI)
2016 Collettiva presso galleria Il Melograno - Livorno
2016 Fiera Arte Padova con Passepartout Unconventionally Gallery
2016 Collettiva permanente presso Atahotel Expo di Pero a cura di Passepartout Unconventionally Gallery
2016 Collettiva Biennale di Asolo con galleria Maison D'Art Asolo
2016 Collettiva "Luce, colore e materia" presso Atelier d'Arte di Braceschi - Piacenza
2016 Collettiva " Luci sull'Arte" presso QueenArtStudio Gallery - Padova
2017 Collettiva "La forza dell'immagine contemporanea" - Artè Primaluce -Castel dell' Ovo - Napoli
2017 Vernice Art Fair con stand personale a Forlì
2017 Collettiva con Maison d'Art presso Villa Contarini
2017 Collettiva presso Arte Borgo Gallery - Roma
2017 Collettiva a cura di Qualitaly di Torino presso Centro Espositivo Belayevo di Mosca
2017 ARTEINFIERA Scandiano (RE)
2017 Personale Incontri d'Arte a cura di Passepartout Gallery - Varese
2017 II Biennale d'Arte Internazionale in Umbria - Umbertide (PG)
2017 Collettiva presso galleria ArtArt di Mantova
2017 Collettiva "La catena della pace" a cura Verbumlandiart presso Castello Angioino di Gallipoli
2017 Esposizione presso locale OneOff di Viganò ( LC) a cura della galleria Spazioporpora (MI)
2017 Collettiva " Gran premio dell'arte" a cura di Passepartout Gallery (MI) - Atahotels di Varese
2017 Collettiva ARS INCOGNITA presso Palazzina Caccia di Stupinigi (TO) a cura di Qualitaly
2017 Esposizione collettiva presso galleria Art Muza - San Pietroburgo a cura di Qualitaly
2017 Collettiva presso galleria ArteArte - Mantova
2017 Collettiva Premio Montepoli - Nonantola (MO)
2018 Collettiva L'arte ri-nata presso galleria Gard - Roma
2018 Collettiva presso D'E.M. Venice Art Gallery - Mestre
2018 Vernice Art Fair - Fiera arte di Forlì con stand personale.
2018 Collettiva presso “Fondazione Master Class” a cura di Qualitaly – San Pietroburgo
2018 Collettiva presso gallerie ArteArte - Mantova
2018 Collettiva presso Laboratorio Artistico e Culturale La Fenice di Arona (NO)
2018 Collettiva ART&SILK presso Hotel Swiss Diamond a Vico Morcote ( Svizzera) a cura del Centro Kodra Ibrahim
2018 Stand personale presso Contemporanea Arte Fiera di Cesena
2018 Collettiva presso Spazio Moderno a cura di Canovi Arte - Arona (NO)
2018 Collettiva Caldo e Freddo a cura di Franco Bulfarini presso RTC Fiera di Scandiano (RE)
2018 Esposizione Miami meets Milano a cura di Spoleto Arte a MIAMI - Florida (USA)
2018 Collettiva Natale a Napoli a cura di Associazione Napoli Nostra - Napoli
2018 Personale presso Salotto Culturale AGGAZZOTTI - Modena
2018 Collettiva "La Signora delle Stelle" a cura di Spoleto Arte presso galleria Milano Art - Milano
2019 Personale esposizione nei locali del Comune di Ravarino (MO)
2019 Collettiva Carnevale dell'Arte a Venezia a cura di Spoleto Arte - Venezia
2019 Collettiva Artista da Museo presso Museo Civico Sciortino a cura di NowArt - Monreale (PA)
2019 Collettiva Donne in Rinascita a cura di Passepartout Gallery presso UNAHotels Expo - Pero (MI)
2019 Tri-personale a cura di Laboratorio Culturale La Fenice - Arona (NO)
2019 Collettiva Abstracts a cura di Independent Artists Busto Garolfo (MI)
2019 Arte Fiera di Scandiano con grande stand personale Scandiano (RE)
2019 Mantova Art Expo presso Museo Francesco Gonzaga - collettiva a cura di Effetto Arte con partecipazione di Sgarbi, Daverio e Levi - Mantova
2019 September Art Prize presso Villa de Moll - a cura della galleria ArteArte - Reggiolo (RE)
2019 Gran Premio dell'Arte presso UNAhotels Expo Fiera a cura di Passepartout Gallery - Pero (MI).
2019 Incontro con l'Arte presso galleria Spazio Porpora a cura di Canovi Arte (MI) - Milano
2019 Art Shopping Paris a cura di Passepartout Unconventional Gallery - Carrousel du Louvre - Parigi.
2019 Esposizione personale presso Azienda Artistica Grafica di Modena
2019 Esposizione personale a cura di Passepartout Unconventional Gallery presso UnaHotels
Mediterraneo - Milano
2019 Mostra collettiva a cura di Laura Ferrario presso Museo MuMi - Alzaia Naviglio Pavese -MIlano
2019 Esposizione personale presso Concessionaria Gheduzzi e Martinelli - Nonantola (MO)
2019 Collettiva Premio Iva Montepoli a cura Nonantolarte presso il Palazzo Abbaziale di Nonantola (MO)
2020 Collettiva presso galleria Wikiarte - Bologna
2020 Collettiva Moovart Co-Expo Firenze 2020 presso Museo Zeffirelli - Firenze
2020 Collettiva Donne in Rinascita presso Unahotel Expo Fiera a cura di Passepartout Unconventional Gallery - Pero (MI)
2020 Collettiva presso Art Gallery Rome - Roma
2020 Collettiva presso Laboratorio Culturale La Fenice - Arona (NO)
2020 Personale presso sale museali Location Camponovo - Sacro Monte di Varese
2021 Personale presso sale museali Location Camponovo - Sacro Monte di Varese

 

 
 

Recensione di: Luciana Schiroli - Esposizione opere astratte Comune di Ispra 2004

Anche se ad una visione ravvicinata, il colore rivela la sua matericità e la sua concreta corporeità, sono le scansioni cromatiche a dominare il campo in un vitale caleidoscopio di luci.
L’elemento pulsionale, quello che fa muovere e roteare le scansioni, diventa magma ribollente nelle opere più recenti, dove la forza dell’inconscio, del sostrato emotivo e della spinta creativa esplode in un bagliore centrale dirompente che diventa vortice circolare, ritmo vertiginoso e frenetico che va oltre i limiti fisici della tela stessa.
Quella figurazione, prima così esaltata da tocchi luministici e da effetti chiaroscurali, diventa ben presto lo strumento di una semplificazione che trova nelle Serie “brown 777 B.G. “la sua sintesi più compiuta.
Della percezione del reale resta il titolo dell’opera che acquista via via una sua propria autonomia: e gli spazi geometrici, triangoli o rombi che siano, quadrati o figure irregolari, altro non sono che puri ritmi che si confrontano nello spazio in modo dinamico e a volte vertiginoso.

 

Recensione di: Teodosio Martucci - Mensile "Artecultura" - Milano – Settembre 2005

La pittura di Greco, nella sua essenza più autentica, rivela le sensazioni segrete dell’animo, i pensieri che spingono l’uomo alla ricerca della personale identità.
Su questa base, ad un tempo naturalistica e metafisica, si dispone il nitido percorso pittorico di Bruno Greco, di cui i due dipinti presenti alla rassegna, ovvero “Poesia d’autunno sul lago di Varese” e “8 con al tramonto “, ne sono eloquente testimonianza.
Cromaticamente unitarie, le sue composizioni lasciano intravedere il battito di una figurazione che si incarna in una sobria espressione del sentimento.
Per Greco il colore diventa appunto emanazione di un pensiero, sigillo di una sensazione che scorre al di là del tempo storico, per quello, più bello ed intenso, dell’animo.
Essenziale e rigorosa, la sua pittura diventa elegia d’immagini in cui la natura svela i suoi aspetti più suggestivi.
Greco non si ferma alla semplice osservazione, al puro rilevamento naturalistico. Quanto la natura offre egli trasfigura nelle potenzialità della luce, nella sorprendente poesia del colore. La sola che per un pittore veramente conti.

 

Recensione di: Giorgio Rota - Mensile “Varese Mese” – Aprile 2006

Alle origini della vita. Per credere e sognare.

Nell’interpretazione di quella stupenda favola che è la vita, Bruno Greco rivela, in ogni creazione, siano esse oli o ceramiche raku dagli esiti eccellenti, un aspetto della sua anima e un moto dello spirito.
Questi ultimi rispecchiano un dolce soffio di gioia di esistere e di purezza, le quali invitano a “guardarsi dentro” e a riflettere, all’esterno, un’ininterrotta melodia di pace e d’amore, lontana da angoscianti problematiche.
La precarietà e la fragilità che, spesso, insidiano il vivere sono riscattate da soggetti pittorici (paesaggi, figure femminili e angoli della natura, dove pare che il tempo si sia fermato e parli di fiabe lontane) ricchi di luce.
È presente, quindi, nelle creazioni di Greco, come un ritorno alle origini dell’esistenza, lieta e serena, che si rinnova perennemente e che coincide colle convinzioni dell’artista, poeta del fascino della vita e cantore di una realtà che non avrà mai fine.

 

Recensione di: Aoristias - Mensile “Artecultura” - Milano - Ottobre 2005

Il primigenio in viola scandisce la spinta dell’immagine figurale

La sua figurazione è indubbiamente una lucida compenetrazione di realtà e sentimento. Fra le due dimensioni Bruno Greco non osserva un contrasto, ma un’unità spirituale che poi la pittura traduce in un linguaggio “percettivo”. Da questo punto di vista alla perfetta definizione delle forme
Si unisce la vibrazione del colore, limpidamente evocativo come si evince nei suggestivi dipinti “Tramonto a Lanzarote, In … viola, Tramonto sulle risaie”.
Opere nelle quali il colore rivela la sua vibrante poesia nell’intensità dei passaggi tonali che imprimono particolari atmosfere alle rappresentazioni.
Un pregio nel linguaggio pittorico di Greco consiste in una concezione estetica che alla limpida definizione della forma non fa seguire il freddo distacco dell’osservatore, quanto piuttosto il battito sensibile del poeta che con quella realtà si immedesima e di cui si sente partecipe.
Nella definizione espressiva delle sue immagini la rappresentazione è impeccabile, pone in particolare risalto la struttura del disegno, il suo plastico modulato. La rappresentazione è nitida con un grado di verosimiglianza che rasenta effetti di iperrealismo. Ma il rigore dell’immagine si stempera nella poesia del colore, nelle delicate vibrazioni atmosferiche.
Certamente la pittura di Greco assume i contorni di una suggestiva e raffinata calibratura verista. Tuttavia, il “vero” che Greco presenta non è quello dell’oggettiva documentazione, ma della realtà interiore, che spesso sul piano espressivo sembra quasi sconfinare in esiti di dolce neo-metafisica.
La sua pittura si consolida in una dimensione formale decisamente anti-impressionista. Per Greco il colore, la resa atmosferica, sono elementi decisivi della pittura, ma non possono comunque annullare la stilizzazione plastica dell’espressione.
La pittura di Greco si distende con un fare morbido e quasi vellutato in cui il colore esprime la sua affascinante tensione espressiva. La sua pittura si fonda su un’integrazione fra valori luminosi e limpidezza della forma.
Nel bellissimo “Corsa di cavalli … con nevicata notturna” si ha modo di osservare il dinamismo della sua pittura, la netta scansione del disegno, l’intensità di un realismo suggestivo.
Per Greco la pittura si presenta come un sensibile ed equilibrato rapporto tra l’oggettività del reale e lo spazio interiore dell’emozione. Nelle sue composizioni la funzione della regola, la professionalità del mestiere hanno una loro rilevante importanza. Tuttavia, pur essendo tecnicamente squisito nelle sue realizzazioni, l’artista non si abbandona alla ricerca del puro effetto pittorico, al richiamo illustrativo. La sua pittura è interpretazione della natura, del paesaggio, che viene trasfigurato dal tonalismo raffinato del colore.
Nelle sue composizioni si avverte il dialogo intimo, sincero, con la natura.
L’artista si avvale di una figurazione naturale, priva di concettualismi o allegorie. Il suo linguaggio, ancorché calibrato e denso, si rivela di immediata tensione comunicativa.
Il suo dipinto è accurato, eppure sciolto. La tecnica non sottopone l’immagine ad alcuna forzatura, ma è quest’ultima ad entrare in sintonia con la prima.
Greco focalizza la rappresentazione con una dolce fusione di realismo e psicologia. Per lui, infatti, la realtà non va solo descritta, ma compresa nella sua dimensione interiore che è quella per definizione più sfuggente.
Ecco allora come il “vero” di Greco non si presenta con i connotati della descrizione, ma con la sensibilità della poesia, di una poesia che è scritta con il colore, con i suoi mutevoli cambiamenti e non con parole e frasi.
Esaminando più in profondità il suo figurativo linguaggio si nota il pronunciato vigore del disegno. Per l’artista la potenza espressiva dell’immagine non si ottiene necessariamente dalla deformazione, dallo sconvolgimento strutturale degli elementi compositivi.
Talvolta la figurazione, definita in un particolare rapporto tra oggetto ed atmosfera, imprime all’immagine una onirica vibrazione, ed è questa la strada su cui saggiamente si incammina e, a ragione, persiste l’artista.
Il linguaggio di Greco non si avvale di esasperazioni, sembra suggerire più che evidenziare.
In tempi così poco inclini alla introspezione, la pittura di Greco è un salutare viaggio nell’anima, condotto con la lungimiranza del colore e della luce. La pittura di Greco sa intervenire con delicatezza e lucidità nel filtro della memoria. Le immagini sono raffinate, ma senza affettazione. Per Greco lo stile non è un problema astrattamente formalistico, ma in primo luogo il risultato di una penetrante investigazione interiore.
Per questo nella sua pittura non si avverte la ripetitività della “maniera”, ma la sfida continua che si evolve dipinto dopo dipinto.
Ogni opera è un mondo a sé, dotata di una propria individualità.
Greco non si disperde in un facile eclettismo, non persegue i dettami della moda, ma rimane in sensibile ascolto della sua personale ispirazione.
Un atteggiamento a lui congeniale, proprio perché la sua pittura procede per meditata riflessione senza estemporanee divagazioni.
La sua pittura si concentra sull’oggetto, lo lascia vivere nella realtà della luce, la sola che per un pittore veramente conti.
E nella quale Greco dimostra la sua elegante ed intensa poesia del tempo.

 

Recensione di: Giorgio Rota - Collettiva presso “Famiglia Legnanese” - Legnano - Dicembre 2004

Nell’appagante serenità delle “piccole cose”.

Il “fare arte” di Bruno Greco si affida unicamente alle emozioni che il suo spirito avverte, ben lontano dalla squallida attrazione di un mercimonio della pittura, svuotata della sua vera essenza, di libertà, d’amore e di messaggio di serena armonia.
L’artista canta la sommessa bellezza delle “piccole cose” e le sue creazioni sono immerse in un’aurea di serena rivisitazione dei moti del cuore, senza chimere, inutili ed impossibili, di una “grandeur” che si fa sempre il trucco per apparire più bella ed appetibile, ma che, in realtà, è la maldestra (e non riuscita) imitazione dei valori della tradizione.
Greco scrive, nell’interminabile libro della pittura, pagine interessanti e coinvolgenti, che si ispirano ad un’arte paratattica e semplice, fonte di emozioni sentite colla spontaneità del bimbo che trasmette la sua immediata meraviglia dinanzi, appunto, alle “piccole cose”; egli stesso effetto/causa di un mondo fiabesco ed estraneo alle facili lusinghe di un arrivismo legato al denaro, e, perciò, dimenticato dalle Muse.
Si avverte, nelle opere dell’artista, come dipingere sia essenziale, per lui, per ritrovarsi in una dimensione sempre nuova e stimolante, che dona gioia e fa sempre di più apprezzare i sogni, eterni e che sublimano l’umano, ed il profumo di violette di campagna, che non ci abbandonano mai.
Sia che Greco si cimenti negli oli o nella ceramica, è gradevole, quasi terapeutico, scoprire, assieme al pittore, sempre nuove sensazioni, riconducibili alla dolce quiete della natura, tra albe e tramonti che arricchiscono e ci rendono sempre più padroni del nostro “io”, negli aurorali spazi del mondo fatto a misura d’uomo e cantico delle creature che lodano l’Onnipotente.
Pittura, quindi, dai sommessi sussurri, ma anche dalla coraggiosa ricognizione nell’anima, ed in ciò che ci contorna, per rinvenire una voce di tregua agli affanni quotidiani, nella libertà dello spirito senza confini e senza tempo.

 

Recensione di: Luciana Schiroli - Personale presso “Centro Culturale San Magno” - Legnano

Questo è il tempo

Dalla poesia dell’immagine all’emozione dell’essere.(Novembre 2007)

La percezione del reale è sotterranea a tutta la produzione pittorica di Bruno Greco che, nel corso della sua ricerca artistica, si è solo apparentemente discosto da quel quotidiano visto e vissuto in profondità.

Indubbiamente, le “figure” e i “paesaggi” sono strettamente legati alla visione della natura intesa come spazio infinito dove uomini e cose vivono in equilibrio e armonia: una pittura – si direbbe – colta, fatta di pennellate larghe e ravvicinate per indagare sguardi e moti dell’animo, spazi ampi e dilatati dove acqua e cielo si confondono in un unico inno al creato.

Ritmi melodici, leggermente mossi da contrappunti cromatici, da improvvise scaglie di luce e riflessi d’oro e d’argento. Anche il paesaggio invernale, assopito sotto una cerulea coltre nevosa, tradisce presenze nascoste e arcane, che indagano il mistero della natura e dell’intero universo. In poche sequenze di tetti, di comignoli e di fronde appesantite, il senso della totalità e con essa, il leggero smarrimento che l’effimero prova di fronte al silenzio, all’assoluto.

Ed è questa consonanza di sentimenti e di ritmi, di pause e di intrecci, di pensieri e di moti del cuore e della mente a condurre gradualmente Bruno Greco alla stesura di strette campiture cromatiche che si sommano e s’incontrano in un gioco chiaroscurale di forte effetto espressionista, come sta a dimostrare il “tramonto sulle risaie” del 2004.

Quella figurazione, prima così esaltata da tocchi luministici e da effetti chiaroscurali, diventa ben presto lo strumento di una semplificazione che trova nelle Serie Brown 777 la sua sintesi più compiuta.
Della percezione del reale resta il titolo dell’opera che acquista via via una sua propria autonomia: e gli spazi geometrici, triangoli o rombi che siano, quadrati o figure irregolari, altro non sono che puri ritmi che si confrontano nello spazio in modo dinamico e a volte vertiginoso.

Anche se ad una visione ravvicinata, il colore rivela la sua matericità e la sua concreta corporeità, sono le scansioni cromatiche a dominare il campo in un vitale caleidoscopio di luci.
Se “nel mio sogno…nevica” palese è la compresenza dei due elementi che si ravvicinano in una duplice tensione, in “temporale sui campi” la tensione verticale che procede dall’alto si placa nelle linee orizzontali della parte inferiore. Tra le due, lo spazio puro dell’aria e del silenzio.

L’elemento pulsionale, quello che fa muovere e roteare le scansioni, diventa magma ribollente nelle opere più recenti, dove la forza dell’inconscio, del sostrato emotivo e della spinta creativa esplode in un bagliore centrale dirompente che diventa vortice circolare, ritmo vertiginoso e frenetico che va oltre i limiti fisici della tela stessa: la forza della pulsione diventa velocità segnica, gesto, linea, colore soprattutto. Dal centro del nucleo primario s’irradiano tensioni attive che diventano sonorità musicali.

In altre opere, sempre dominate da nebulose di luce, l’energia sembra placarsi in ritmi sempre circolari e dinamici, ma più sereni e quieti.
La tensione sfibrante si è allentata e il rosso e il blu lasciano il posto al verde e all’azzurro, scanditi in gradazione cromatiche di intenso lirismo. È questo il tempo del sogno e della felicità.

 

Recensione di: Luigi Galli - “Personale” presso galleria Atelier d’Arte di Braceschi - Piacenza

Bruno Greco ed il sentire poetico. (Ottobre 2006)

Un pittore che ha una gran fortuna, Bruno Greco: quella di essere un vero poeta.
Chi è poeta? Colui che sa immergersi nelle realtà, piccole o grandi che siano, per trarne il senso profondo della bellezza.
Bruno Greco passa per le vie del mondo con occhi incantati. Non gli sfugge nulla di quanto possa destare una sensazione complessa, ossia un’emozione che lo colpisca integralmente, in tutta la persona. Allora, si commuove, come ogni vero poeta, e pensa di catturare, di porre sulla tela, quell’attimo, perché in qualche modo duri e testimoni che l’armonia esiste, per chi la sa scoprire e per chi la vuol ritrovare, magari partendo da un’opera d’arte.
La bellezza, per Greco, è un universale che si fa poesia. Ed il poeta è colui che la rende attuale.
Greco non ha bisogno di classificazioni. Non avverte la necessità di entrare in qualche corrente dell’arte moderna. Quando la poesia lo raggiunge, egli distende sulla tela il suo canto e basta. Da artista autentico, non si pone problemi d’appartenenza. Segue, come tanti grandi, la voce del suo talento e dipinge.
Ne vengono opere che, per chi guarda con l’occhio del critico d’arte, si potrebbero definire iperrealiste. Ma nella categoria ci stanno strette perché esprimono qualcosa in più, un fascino che va oltre la razionalità dell’iperrealista, un frammento caldo dell’anima che ha visto e si è commossa.
Intendiamoci, Greco non è un naif dalla forza poetica, pure dalle marcate ingenuità. Egli possiede mestiere, pratica d’arte, abitudine al colore. È entrato anche nei meandri delle tecniche, ha trovato quanto cercava; quindi, ha superato il mestiere per lasciar uscire, senza impacci, il proprio mondo interiore.
Lo sguardo di questo poeta si estende su ogni motivo di vita. È naturale. Ecco, allora, infuocati tramonti con intensi riflessi sulle acque, oppure paesi nel silenzio di un’abbondante nevicata, o anche verdi visioni della natura in cui si muovono eleganti cigni.
L’uomo contemporaneo ha necessità di porsi innanzi a queste opere. Rappresentano esse stacchi lirici che gli permettono di superare le tante materialità di un mondo che rischia di perdere il rigenerante canto poetico.

 

Recensione di: M. Malì - “Personale” presso galleria La Telaccia - Torino

“I luoghi dell’anima” (marzo 2007)

L’artista Bruno Greco, seguendo un iter creativo importante, racconta una dinamica figurativa di grande qualità tecnica-stilistica in cui il linguaggio naturalistico è al centro del suo operare.
Il suo è un percorso professionale notevole che descrive una capacità emergente; infatti, si può notare come la figurazione dal sapore tradizionale venga sempre eseguita con una impronta suggestiva.
Le opere intitolate “La barca ed il pescatore” e “Passeggiando … con il cappello rosso” rappresentano in modo indissolubile un’arte di grande respiro e comunicativa: anche i soggetti invernali con le nevicate sui tetti vivono di una sublime descrizione che spicca di talento. La sua pittura risulta viva e abilissima, dove la natura protagonista viene conclamata con un’attenta ed accurata analisi sia grafica che cromatica.
Egli affronta così un’arte di grande realismo ed intensa narrativa sempre con magistrale sensibilità soprattutto fedele all’immagine, raccontando pertanto una interpretativa impegnata, intrisa di valorosi contenuti.
Il Bruno Greco, attraverso il suo percorso artistico, coglie non solo l’aspetto umano, di vitale importanza, ma anche l’intensa poeticità dell’immagine. Solidità prospettica e rigore disegnativi illustrano un’equilibrata forza strutturale in cui la resa cromatica e la compiutezza segnica dimostrano un’evidente maestria.
Assoluto e creativo nell’inventare nuovi linguaggi, l’artista sperimenta anche un altro filone pittorico, quello del tutto avanguardistico intitolato “Serie brown B.G.”, dove il trionfo di colori, forme, segni e simboli, composti e ricomposti, si materializza in un contesto irreale di notevole abilità realizzativa.
Si avverte una pulsante identità pittorica, essa viene costruita su una moltitudine di contenuti importanti e di grande spessore artistico; all’insegna di una concreta personalità e di un percorso illuminato di significato e di alta progettualità. Le opere figurative verranno esposte alla Galleria d’Arte La Telaccia insieme all’ultima serie moderna, molto originale in continua trasformazione. La mostra rappresenterà un mondo meraviglioso che avrà lo scopo di accogliere il fruitore in un’atmosfera di rara bellezza, perché rispettosa dei cari luoghi dell’anima.

 

Recensione di: Gianluigi Guarneri - Personale presso Galleria Immagini Spazio Arte di Cremona

(Ottobre 2008)

Definirei l'Arte di Bruno Greco iperreale e nel contempo stesso metafisica. Una realtà "altra che a tratti sublima nel sogno o in quello che noi ricordiamo o verremmo ricordare di un sogno. Tutto si fa silenzio, il cielo, il mare, i prati, le architetture. Una dimensione dove la perfezione non stona, anzi, diviene vettore unico che determina un'idilliaca armonia.
Un'armonia che si fa legame, filo conduttore, condizione essenziale di un mondo da sempre cercato, oasi dell'io, legame spirituale, sentimento. Osservando le sue opere si ha quasi il desiderio di entrarvi, di condividere e assaporare istanti di incommensurabile purezza, di vagare per quei paesaggi come un viandante, nella consapevolezza che in quei luoghi puoi solo incontrare limpide atmosfere di raffinata oggettività.
Il bello o almeno quel concetto che si ha del bello si fa sublime, senza determinare frenetiche o vibranti palpitazioni ma per confermare quella dimensione di pura e pacata riflessione e ammirazione nei confronti del creato. Un creato, dove i colori sono come amplificati, reinventati, colmi di una luce nuova proveniente dalle sensibilissime profondità dell'animo. Nulla è fuori dal suo contesto, le tonalità cromatiche sono quelle che ti aspetti, le forme sono equilibrate e proporzionate, le pennellate colte e diversificate.
Domenica 21 Settembre 2008 presso la Galleria Immagine di Cremona un attento pubblico ha potuto ammirare le opere di Bruno Greco rimanendone profondamente colpito.
Una pittura di grande respiro, una pittura viva, che ci racconta un mondo idealizzato ma vicino a una realtà fattibile, dove il rispetto per la natura, il concetto stesso di natura e colore traspare in ogni frammento materico. Queste sinfonie cromatiche generano atmosfere di rara poesia e diventano icone rivelatrici di un cammino che l'uomo moderno dovrà assolutamente percorrere se vorrà salvare se stesso e donare ai suoi figli quello che a lui è stato tramandato. Nei dipinti affiora palpabile questo messaggio di ammirazione e profondo rispetto nei confronti del creato ,dove ogni cosa viva o inanimata ha pari dignità .Nelle opere di Bruno Greco un paesaggio non è solo la sintesi di ricercati effetti pittorici ma una sensibile ed equilibrata rappresentazione di tensioni psicologiche .Tensioni che vengono enfatizzate da complessi e onirici rapporti tra oggetti ed atmosfere che sublimano in una dimensione atemporale ai confini di una silente poesia interiore

 

Recensione di: Nadia Celi - Collettiva d'Arte Contemporanea nelle sale di Castel dell'Ovo - Napoli

(Febbraio 2017)

È artista che sa far viaggiare l'osservatore lungo frequenze fantastiche in una dimensione dell'altrove, in cui vige la combinazione magica di colore e luce su paesaggi. Indubbiamente, al fondo dell'ispirazione c'è una capacità visionaria che trascina lo sguardo dentro una logica onirica, su spinta a creare situazioni di seducente bellezza, elementi compositivi distinti sul piano cromatico. Le sue opere confermano il piacere pittorico per il paesaggio, il desiderio di trovare nella natura quella quiete e quel luoghi pacificanti dove ci si può rifugiare per sfuggire alle ansie di un quotidiano frenetico.

 

Recensione di: Franco Bulfarini

Presentazione del critico Franco Bulfarini - "Il sorriso del colore nelle opere di Bruno Greco" (2018)

Oggi l’arte della pittura, da intendersi di profilo classico, ovvero nei filoni per così dire tradizionali, del paesaggio, figure, ritratti, nature morte ecc., ha, potremmo dire, espresso di tutto, ed in mille modalità estetiche. Quello che emerge tuttavia, come elemento di novità, per molti autori contemporanei, è a mio avviso, una tendenza sempre più evidente e conclamata a sviluppare le opere con una maggior enfasi cromatica. Se la pittura già da fine Ottocento ed inizio del secolo breve ha dovuto, di necessità, accettare di confrontarsi con il prodotto fotografico, visto come un temibile concorrente, oggi lo sviluppo impetuoso dei nuovi mezzi digitali di elaborazione dell’immagine, ha prodotto come conseguenza un confronto degli attuali artisti pittori, con il mondo dell’elaborazione grafica, probabilmente molto più insidioso della fotografia stessa. Tuttavia, la tecnologia odierna ha parallelamente concesso agli artisti, pittori, di poter utilizzare colori ad olio di grande qualità, oltre ad altri mezzi c.d. sintetici, o acrilici, che possono consentire ad un valido pittore l’esprimere al meglio la sua personale visionarietà, per rendere il linguaggio cromatico di grande forza ed efficacia espressiva, ove la luce possa donarsi a noi con tutta la sua efficacia. L’artista che si confronta con il proprio tempo e che non si limita al rifare il già visto, sa riconoscere l’importanza di utilizzare le potenzialità anche tecniche dei nuovi mezzi a disposizione, per attualizzare un’espressività da legarsi all’oggi, che possa essere distintiva se non inedita. Bruno Greco da attento conoscitore della storia dell’arte e dei suoi sviluppi, oltre che delle tecniche del passato, che nel tempo ha ben approfondito anche nel confronto con altri maestri e nello studio delle opere storicizzate, si è potuto spingere in un percorso di ricerca definibile attuale, reso con vivacità espressiva, rivolto al nostro, ed anche suo modo odierno di sentire il colore, reso e giustapposto a noi fruitori, in modo ottimale. Il mondo che ci circonda non è solo quello della natura, ma per lo più quello che abita gli schermi televisivi, i P.C., gli Smart Phone, questo mondo “moderno” vive di colori splendenti, se non abbaglianti che escono da questi schermi di uso quotidiano, e il nostro artista si è messo alla ricerca di nuove possibilità di resa cromatica per dare forma e sostanza ad immagini oltre che personali intensamente sentite e partecipate a livello interiore. Potremmo parlare di colori psichici, che certamente definiscono un personalissimo “verbo estetico”, un linguaggio che si fa stile, rivolto al dispensare l’attualizzazione della pittura di genere. Bruno Greco, artista contemporaneo, se da un lato svolge tematiche di tradizione, dipinti che si legano a vario titolo, alla pittura ottocentesca e novecentesca, sposta tuttavia il baricentro del suo fare sullo sfavillio cromatico, sulla pulsazione e vibrazione dei colori, senza voler proporre un confronto sul piano simbolista, ma semplicemente sentendo ed esprimendo l’intima l’esigenza di attualizzare la proposta artistica all’oggi. La pittura di Bruno Greco è fatta di insuperabili vibrazioni cromatiche, studiate per essere perfette, per stordire i sensi, grazie ad un puntuale ed impeccabile gioco dei colori complementari, unitamente a tagli prospettici di precisione assoluta. Se si guardano in particolare i paesaggi realizzati ad acrilico su tela della serie "brown777 B.G." non si riesce a staccarsene, si rimane calamitati. Non vi è la replica dell’elemento naturalistico, l’immagine si personalizza, è interiorizzata dall’animo dell’autore, per catturarci, attraverso colori unici e resi in modo meraviglioso, con sapienza compositiva, nella pienezza di una vivacissima esperienza luministica.
In queste opere tutto splende, tutto riluce, tutto è volto a catturare i sensi, al generare emozioni, per condurre allo stordimento sensoriale. Opere che vanno ammirate dal vivo per percepirne a pieno la valenza inusitata e comprendere al meglio fuori dagli schermi, il bello di una visione che proviene dal profondo che si rivolge al prossimo, come messaggio d’amore e di bellezza, una poetica della natura stucchevole e persuasiva. Nutre la pennellata il disegnato preparatorio, a cui l’artista non rinuncia, perché sente doveroso reggere il successivo costrutto pittorico, su una base forte e precisa, questo serve a fornire la traccia su cui studiare il seguito con la pittura dell’animo, intima e ricca al contempo. La capacità tecnica cui l’artista non rinuncia volendo raggiungere la perfezione estetica, non mira ad esprimere un risultato meramente formale, ma fortemente e decisamente emozionale, calamitante, che dia spazio al gioco cromatico, che lasci senza fiato, abbacinati i fruitori, ovvero i destinatari del suo impegno artistico. I paesaggi in particolare sono di una bellezza da stordimento. Ma se l’artista sa esprimersi in modo stupendo in ambito figurativo, come le opere riflettono fuori da ogni dubbio, anche nella resa della figura e del ritratto, con impianto classicheggiante, Bruno Greco non manca, da vero ricercatore quale è, di spostare di tanto in tanto il baricentro sull’arte astratta, una dimensione che non è minore delle altre, anzi le completa, reggendosi su una studiata ritmica geometrica, ove non manca il virtuosismo. Qui le forme ed i colori si compenetrano armoniosamente decretando un artista completo ed attuale. Le opere astratte vivono di una ricca materia, generano visioni originali ed appaganti e denotano la capacità creativa di questo maestro del colore, che crea il suo mondo visivo e sensoriale, volto alla bellezza non come punto di arrivo, ma come passionale esperienza di ricerca, di libertà espressiva, nell’intento di donare emozioni. Ammirato dal pubblico e dalla critica, con tantissime partecipazioni a mostre, fiere di settore ed eventi in tutto il mondo, come si evince dalla ricca biografia, Bruno Greco ha già declinato una carriera ricca di successi e tutt’oggi accreditato in piena crescita. Solo il vero artista ricercatore rimane nel viaggio dell’arte, rinuncia alla replica delle proprie opere, non cede alla tentazione del buon artigianato, al multiplo come esigenza commerciale. Bruno è un ricercatore e come tale ha concetti da esprimere ed emozioni da concedere, non è interessato alle repliche, ma sente l’esigenza di scavare terreni sempre nuovi e fertili di possibilità espressive. Il risultato di questo lavoro è che le opere sia a base mimetica che astratta declinano al fruitore un piacere visivo unico, opera per opera, tutte sorrette da equilibrio ed armonia. L’artista Bruno Greco sa cogliere a pieno i segreti della luce e del colore e parla ai nostri sensi come pochi sanno fare, lasciandoci ammirati di fronte alle sue pitture, mai annoiati, perché ogni opera suggerisce un passaggio di ricerca, in un fare sempre inedito. La sua pittura è in continua espansione, come proiettata verso nuovi stadi e stati evolutivi dell’animo, da esplorare ed esprimere. L’esito complessivo di questa ricerca ed indagine a livello personale è pura bellezza, basata su un potente equilibro tonale, vitalità espressiva ed emozionale. Questa è l’arte di Bruno Greco, un pittore che con il colore illumina il nostro tempo, generando magia con il sorriso del colore.

 

Recensione di: Prof. Eugenia Scarino

Quando il colore gioca il ruolo di protagonista

Il corrusco dei raggi solari, l'abbagliante candore della neve, il limpido azzurro del cielo e del mare o l'eterea nebbia che sembra far fluttuare il mondo sottostante scandiscono i momenti pittorici di Bruno Greco.
Bisogna ''sentire'' profondamente il respiro della Natura per poter trasferire sulla tela le proprie sensazioni!
E Greco riesce a farlo con particolare sicurezza, con una padronanza che rasenta la perfezione. Ma perfezione non deve essere, perché perfetta non è la realtà, che Bruno trasfigura e trasforma, rendendola estremamente personale.
I suoi mari burrascosi sono ''tagliati'' da vele come ferite da cui sgorga energia vitale perché il connubio tra cielo e onde raggiunga l’apice della forza.
Barche, paesaggi lacustri, campi dorati, canneti ondeggianti, spiagge si alternano a veli trasparenti che incorniciano nudi immacolati, a raggi ''alieni'' che sembrano provenire da mondi sconosciuti che illuminano il nostro.
E poi una panchina solitaria, simbolo della nostra finitezza di fronte all'immensità dell’Universo, o due... panchine che sottolineano il nostro bisogno dell’Altro.
Vigorose pennellate creano una efficace alternanza a delicatissimi tratti che
avvicinano quasi alla miniatura.
Ma è la sua esplosione cromatica che affascina, che trascina in un vortice rutilante e impaniante.
Moderno Impressionismo, potremmo definire l’arte di Bruno, atto a ricreare atmosfere che toccano l’anima, che rasserena e invita a godere della Bellezza che ci circonda.
Guardiamo un modernissimo ritratto di donna che dà vita al marmo, alla pietra, al
legno e ci riporta alla mente ''il guerriero di Capestrano'', scultura dell'arte italica del VI secolo a.C., col suo cappello a larghe tese. Sembra la conferma, a noi che la stiamo ammirando, che il passato e il presente si sposino armoniosamente e che l’Arte non abbia tempo.
E una maternità che sembra nascere dal cuore della pietra, quasi mamma e figlio vogliano trovare una via d'uscita da un sacco amniotico che avvolge entrambi in un abbraccio sublime.
E l’arte diviene pura filosofia di vita, incontro tra vissuto e vivibile, tra desiderio e passione, tra nostalgia e malinconia, tra solitudine ed esaltazione, tra senso e illusione, tra tangibile e arcano.

 

Recensione di: Stefano Santuari

...che importa vedere dietro la filigrana se io sono il falsario
e solo la filigrana è il mio lavoro
V. Magrelli
Per traslato, dalle Tesi fissate nel 1929 dal Circolo di Praga sulla struttura del linguaggio (e delle arti), si può tranquillamente affermare che, a prescindere dall'indagine sui significati (iconografici e iconologici), le arti visive ricadono esclusivamente nella nozione di significante, cioè di funzione poetica, diretta verso il segno stesso.
Quindi, per consentire alle analisi di Cesare Brandi, è vacuo e palesemente falso ''trattare delle opere
d'arte come oggetti fuori dalla coscienza''.
Coscienza dell'artista a Epifania in un'altra coscienza.
Le opere di un artista come Bruno Greco manifestano un significante morbid, che per gli inglesi non vuol
dire morbido, ma insinuante, al punto tale che egli stesso sente il dovere, come un novello Pessoa dei pennelli, di crearsi un doppio anagrafico fuori anagrafe come brown 777 B.G.
E lo fa quasi per dovere cognitivo nei confronti dello spettatore.
In realtà, tutta la pittura di Greco (e di brown 777 B.G.) si manifesta con un accento unico e polifonico, al tempo stesso. La serie di ritratti, di paesaggi, gestiti con un gusto cromatico tra il favolistico e il sublime, partendo da una dinamica interiore, vengono trasformati in composizioni-costruzioni fantastiche, oscillanti tra il desiderio e la promessa.
A volte, un certo senso della malinconia che le origina si rovescia in una esplicita ambizione di vincere il tempo.
Al tempo che tutto distrugge, Greco risponde con immagini che non sono solo ''quel'' presente, ma anche il passato, e forse il futuro dei suoi modelli.
Le sue opere sono segni che noi possiamo non soltanto visionare, ma addirittura percepire con altri sensi.
Il suo sforzo metarealistico è il tentativo riuscito di imparare ad accogliere il canto che viene dalle forme.
Ed ogni suo quadro è una piccola cerimonia della visione.
Lo stesso sciogliersi delle immagini in viluppi cromatici, che mantengono incapsulata la costituzione dell'oggetto, e in assemblaggi geometrici, appartengono alla stessa sinfonia dei ritratti, elaborati con una carica densa di incendi di calore.
La forza di questo pittore risiede nel catturare la ''realtà'' con l'intuito di un esploratore che è consapevole che la lentezza è la giusta modalità per assorbire i fantasmi che crediamo di vedere.
In questo, Greco, è eccellentemente coadiuvato da un talento potente per il disegno, che sa far trasparire nella struttura stessa del quadro, divenendone la fedele tessitura.
Diceva Rothko: ''il nostro compito come artisti è 1nostrare il mondo come noi lo vediamo (...) Siamo per le forme bidimensionali, perché distruggono l'illusione e sono veritiere.''.
Bruno Greco si è dato e ci ha dato la possibilità di verificare e di giocare con una grande vetrata gotica: verificarla nella sua soluzione finale e, giocando, scomporla e ricomporla.
Alla fine i pezzi ricombaciano perfettamente e i colori sono sempre gli stessi, ma le immagini restano così
potenzialmente illimitate.
Questa è la sua cifra, intesa come movimento stesso del codice che informa la sua coscienza dell'arte.