Grande mostra permanente di arte, artisti ed espressioni artistiche, nessuna esclusa

Filomena Di Serio

Biografia

Filomena Di Serio, in arte Menadis, nasce a Napoli nel 1965. Nutre dentro di sé un amore intenso per la pittura già in tenera età, che la spinge, crescendo, a continuare a coltivare la sua passione, e nel 1980 inizia la sua formazione artistica presso lo studio del pittore napoletano Gabriele Comella. Nel 1983 una serie di viaggi la portano a vivere prima in Nigeria ed in seguito a Monfalcone. Il soggiorno in queste terre suggestive e l’incontro con culture differenti formano l’artista sia umanamente sia artisticamente. Tornata definitivamente in terra natia nel 1991, riprende la frequentazione con il maestro Comella e, raggiunta l’indipendenza artistica, iniziano ad organizzare insieme mostre ed eventi. Nel corso degli anni, Filomena ottiene l’apprezzamento del pubblico e della critica, ma ciò non la distoglie dal suo intento di perenne miglioramento. Chi osserva i suoi dipinti può cogliere la forza interiore, l’allegria e la dolcezza che naturalmente le appartengono e soltanto chi la conosce le ritrova totalmente nelle sue opere. Il caro maestro Comella, teneramente appellato “nonno Gabriele” dai figli di MenaDiS, muore nel 2002 e lascia in lei un grande vuoto affettivo. Negli anni successivi, il suo lavoro continua con la realizzazione di nuove opere e la partecipazione a vari eventi, come mostre, concorsi, estemporanee, vincendo il terzo posto alla VII edizione del concorso internazionale artistico letterario Antonio De Curtis “Totò”, tenutosi nella Camera dei Deputati a Roma nel 2004. Nel corso degli anni, ha lavorato come pittrice, ritrattista, scenografa, decoratrice di interni e restauratrice. Tra le tante opere realizzate, una menzione particolare va alle opere situate nella Chiesa di San Vincenzo Ferreri. Tali opere, ossia “Ultima Cena”, “Resurrezione” e “Santissima Trinità”, adornano le pareti della chiesa, di cui le prime due ne rappresentano le Pale d’Altare, sono frutto del lavoro artistico e progettuale dell’artista, che ha realizzato le opere secondo la sua visione degli eventi. Attualmente, l’artista prosegue il suo cammino artistico con perseveranza e sentimento.

 

Contatti

Pagina Web

E-mail: filodiserio@gmail.com

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Visione artistica

L’arte è uno scorcio di realtà, bellezza, spontaneità e purezza della forma. Un’opera deve saper rappresentare il vero, ma allo stesso tempo deve saper scaturire forti emozioni in chi la guarda. In ogni opera cerco di trovare il giusto equilibrio tra forma e contenuto, donandole una connotazione propria e unica. Ogni mio dipinto è frutto di ore di lavoro progettuale e creativo, in cui cerco di trovare la vera essenza del soggetto, in modo che esso rappresenti sia la vera natura del soggetto sia le emozioni che mi scaturisce.

 
 

Manifestazioni

Febbraio 2017 (Marano/Na – Teatro “Madrearte”) esposizione personale durante lo spettacolo “Ballo di Carnevale”
Giugno 2016 (Acerra/Na – Parco Urbano) “Arte in Gioco” mostra collettiva organizzata dall’associazione “Loro di Acerra”
Febbraio 2016 (Aversa/Ce – Cattedrale di San Paolo) mostra personale per l’anniversario del Vescovo Angelo Spinillo
Maggio 2015 (Napoli – Mostra d’Oltremare) “Expo Art – da Milano verso Napoli” fiera collettiva d’arte
Novembre 2014 (Napoli – Lungomare di Caracciolo) mostra collettiva di pittura
Maggio 2013 (Salerno – sala comunale) mostra collettiva con l’associazione “Leonardo”
Novembre 2010 (Rivignano - struttura comunale) mostra personale durante la “fiera dei Santi”
Novembre 2010 (Cave/ Roma – palazzetto dell’arte) mostra personale di pittura presso il comune di Cave
Novembre 2009 (Arzano/ Na – teatro “Le Maschere”) mostra collettiva di pittura nel comune di Arzano
Settembre 2009 (Colle di Fuori – Biblioteca comunale) mostra di pittura “Anime di Cristallo” in collaborazione con la pittrice, scrittrice e critico d’arte Angela Putzulu
Giugno 2009 (San Daniele/Ud – sala comunale) mostra personale durante “Aria di festa - sagra del prosciutto”
Luglio 2008 (Codroipo – Caserma Paglieri) mostra personale presso il Circolo Ufficiali della Caserma Paglieri del V Reggimento dei Lancieri di Novara
Luglio 2007 (Colli di Fuori- Pinacoteca) 2° posto al concorso per la Sagra del Fungo Porcino
Dicembre 2006 (Roma – Camera dei Deputati Salone della Biblioteca) VII EDIZIONE CONCORSO INTERNAZIONALE ARTISTICO-LETTERARIO ANTONIO DE CURTIS “TOTO’”
Settembre 2006 (Marigliano/Na – presso il comune) 3° premio per la V Edizione di “Marilianum – Città di Marigliano” – Premio Nazionale di Letteratura e Pittura
FEBBRAIO 2005 (Casalnuovo/ Na – Centro artistico culturale “Leonardo”) “POESIA E COLORI” - mostra di pittura, scultura e fotografia
Dicembre 2004 (Roma – Camera dei Deputati Salone della Biblioteca) VII EDIZIONE CONCORSO INTERNAZIONALE ARTISTICO-LETTERARIO ANTONIO DE CURTIS “TOTO’” 3° POSTO
Ottobre 2004 (Acri/cs - Palazzo Sanseverino Falcone) personale di pittura patrocinata dall’Amministrazione
Comunale
agosto 2004 (Bisignano/cs – Sala Conferenze della biblioteca comunale) personale di pittura patrocinata
dall’Amministrazione Comunale e dalla Pro Loco
agosto 2004 (Cervicati/cs – Biblioteca Comunale) personale di pittura patrocinata dall’Amministrazione
Comunale e dalla testata giornalistica “La Citta del Crati”
maggio 2004 (Bari – galleria privata) personale di pittura
aprile 2004 (Napoli – Sala Comunale Chiesa di S. Severo) collettiva di pittura e scultura
dicembre 2003 (Perugina – galleria privata) personale di pittura
ottobre 2003 (Casalnuovo/na - sala Leonardo) collettiva di pittura
maggio 2003 (Afragola/na) collettiva di pittura e scultura
febbraio 2003 (La Valletta/Malta – galleria privata) collettiva di pittura
giugno 2002 (S. Antimo/na) collettiva di pittura insieme al maestro Comella
settembre 2001 (Firenze – galleria privata) personale di pittura
agosto 2000 (S. Sebastiano al Vesuvio/na) personale di pittura
aprile 2000 (Genova – galleria privata) collettiva di pittura e scultura
ottobre 1998 (Messina – galleria privata) personale di pittura
marzo 1998 (Caserta – galleria privata) collettiva di pittura
giugno 1996 (Monfalcone/Trieste – galleria privata) personale di pittura
giugno 1995 (Venezia – galleria privata) collettiva di pittura
maggio 1985 (S. Antimo/na) VI biennale di pittura-scultura-poesia
dicembre 1984 (Caserta – Sala Comunale) premio nazionale di pittura e scultura “Luigi Vanvitelli”
gennaio 1983 (Pollena Trocchia/na) concorso nazionale di pittura “G. Doninzetti”
settembre 1982 (Casapulla/ce) collettiva di pittura
agosto 1982 (Qualiano/na) concorso artistico nazionale “Città di Qualiano”

 

 
 

Recensione di: Teresa Bruno

“Parlare di una persona come la MENADIS, oltre ad essere gradevole, è impresa a dir poco difficile per le sue doti umane e artistiche di elevato spessore. Riesce a conciliare il ruolo di moglie e madre con quello di pittrice dando sempre il meglio di sé. Persona gioviale, sempre pronta a dare tutto agli altri con tanto amore in cambio di nulla. Entrando nel suo studio troviamo una parete con i soli dipinti del maestro Comella, scomparso ottantaduenne nel 2002, al quale è stata sempre legata da sentimenti di stima e di affetto. Il Comella ha avuto un ruolo importante nella formazione artistica della MENADIS: è stato, oltre che maestro, un punto di riferimento, ma anche un sostegno morale, nei momenti di incertezza artistica. Ora la nostra giovane artista ha imparato a camminare da sola e la vediamo, con soddisfazione, molto determinata per il raggiungimento di più ambiti traguardi. La scopriamo attenta osservatrice della natura, prediligendo scorci rustici, sempre pronta a cogliere aspetti che spesso passano inosservati ai nostri occhi. La MENADIS con la sua pittura ci porta indietro nel tempo, quel tempo che pensavamo finito, ma, grazie alla sua bravura e alle sue capacità espressive, ci omaggia di opere di remota fattezza. Dal 1700 l’arte, in tutte le sue espressioni, ha iniziato un declino sempre più marcato fino ad arrivare alla condizione attuale, che è difficile definire arte, ma la MENADIS, da alcuni giudicata anacronistica per la sua pittura di stile prettamente classico, ci regala opere di eccezionale valore espressivo e cromatico, che riecheggiano i momenti migliori della storia dell’arte.”

 

Recensione di: Prof. Umile Fusaro, Docente di Disegno e Storia dell’Arte

“…Primariamente bisogna evidenziare che si rifà ai modelli classici del dipingere, che è cosa non facile e anche invisa alla gran parte degli artisti contemporanei. Ancora è da apprezzare la non comune poliedricità della pittrice: ella riesce in eguale misura nella raffigurazione umana, paesaggistica ed oggettistica. Osservando i suoi dipinti è subito evidente la precisione del disegno, che è curato in ogni particolare, e l’accuratezza della prospettiva, questa malgrado le sia mancato un insegnamento prospettico scolastico. Il colore, ovviamente, è una componente fondamentale di un dipinto: bisogna subito sottolineare che chiunque guardi i dipinti della MENADIS nota un colore pulitissimo, cosa di gran valore nella pittura perché conferisce eleganza all’estetica dell’opera, e, nel nostro specifico caso, funge anche da modalità comunicativa della purezza interiore della pittrice. Il colore viene sfumato con suprema delicatezza creando piacevoli giochi di luce e ombra che accarezzano dolcemente l’immagine. L’accostamento dei colori risulta razionale e preciso, non si rinvengono mai accostamenti violenti e sgradevoli alla vista. La prospettiva del colore, buona

in tutti i lavori, e il tonalismo sempre presente innalzano la qualità delle sue opere. Le considerazioni fin qui fatte mi inducono, a buon merito, ad affermare che la MENADIS ha sviluppato una notevole personalità artistica…”

 

Recensione di: Dott.ssa Angela Putzulu, pittrice – scrittrice

"Equilibri strutturali fra forme e cromatismi"

“La nuova configurazione col susseguirsi del tempo reso maturo e consapevole del concetto di una sottile esperienza, si collegherà, di grazia, a tutte quelle forme prescelte, adattate, poste accanto a zone modificate, coordinate per essere immesse nella predisposta nonché, densa di materia, con l'aggiunta del pathos creativo, in quanto apparirà nella propria visione di concetto descrittiva, compiuta, che si andrà di dovere ad estendere in masse e grumi di materia, resi così carichi attorno alle linee di captazione psicologica, là dove l'anima dell'Artista sarà l'enzima primaria che si spalmerà nella sua rappresentazione pittorica, proprio nel momento storico di tale processo formale concreto si concepito... Basterà puntare lo sguardo sulle particolari e significative opere dal tema classico Mistico, ovvero: "Papa Vojtila” - olio 40x50 2007 - in preghiera ed il raccoglimento motivato nell'espressione, traspare persino dalla medesima tela. Non di meno "Il mio Cristo" - Volto sofferente appena Incoronato di spine, pare abbia un punto di domanda rivolto a noi peccatori. Segue "La Santissima Trinità"; su gentile concessione della stessa Chiesa di S. Vincenzo Ferreri di S. Antimo, ove la magnifica opera mistica della Di Serio è posta in adorazione dei fedeli. A seguire il tema paesaggistico, con: "Villa Silvia Maddaloni” - in olio 60x40 2003 - ed il sospiro del mondo silente con "Notturno" in olio 40x60 2004. Voglio qui elencare il tema naturalistico, non di meno delicato e complesso da espletare delle nature morte (che tali non sono...) di cui "Dolce e l'acre" 30x40 2003 Collz. Priv. Fusaro, Calabria. Completa con "Dalie" 15x20 1988 Collz. Priv. Sig. Scapaticci di Napoli. Il pianeta del figurativo resta un'incognita per molti artisti quasi problematico da trattarsi, direi, ma non certo per Mena di Serio; osserviamo così "Beltà" olio 50x60 2004 Collez. priv. Cesaro Na - infine "Gitana" 30x40 2001 ed il "Ritratto del Capitano" in olio 50x70 2007. Cosicché, tutto ciò si potrà sottolineare nella figurazione a pieni voti in quanto la stessa materia composta, non verrà né ricreata in una fattispecie - né distrutta nella prosa vandalica, ma solo e semplicemente spostata nello spazio presupposto e delineato come accumulo nelle zone perse, generando un riscontro palpabile di una quotidiana rarefazione di fluidità. Quel processo involutivo potrà avvenire anche e solo, secondo una concessione di - Spazio Temporale - che andranno ad aprirsi in una estensione sconfinante all'interno di una pura fantasia dove il tempo remoto verrà inteso da libere parallele, atte a scoprire nella mente individuale, allorquando prenderà corpo e rivivrà il nuovo soggetto, in funzione del proprio 'lo' - nel mentre si riterrà libero di fare ed agire in quei suoi equilibri strutturali naturali nell'approdare in atmosfere che impreziosiranno la mera realtà delle Sue "Opere d'Arte..."

 

Recensione di: Prof.ssa Angela Putzulu

“Cromatismi e momenti d'Arte con Mena Di Serio”

“In un mondo saturo di specializzazioni, di offerte d'ogni genere, accompagnate da superficialità e disinteresse alle umili arti del disegno o la pittura vera e propria per potersi esprimere al meglio e fare delle cose create con le proprie mani e fatte nascere dalla tipica fantasia e gusto, è come affacciarsi da una finestra -mentale- capace e oculata nel dire la propria. Queste manifestazioni possono essere i primi passi dove nessuno mai sa in quale luogo condurrà la persona d'intelletto, semmai vorrà proseguire in codesto incantato cammino ed apporre, cosi, la prima pietra e dire: "Questo “L’ho Creato io…” riempie l'animo di ogni essere e mette in subbuglio il cuore e la mente di ognuno che abbia una spiccata sensibilità. Si può ammettere che, generalmente, Artista si nasce...e non ci si diventa solo per diletto oppure per disponibilità monetaria… tanto per dimostrare con una punta di boria, ma sapersi dedicare anche perché è un mestiere dispendioso e difficile. Quando mi sono imbattuta in Mena Di Serio (Filomena) - giovane e valida pittrice - con un’esperienza trentennale sviluppata da vero "Maestro d'Arte” nel quale occorrono semplicemente volontà e stato d'animo coerente per raccontare il periodo creativo e storico, al seguire dei giorni col significativo rapporto che si stabilisce e cresce nella maniera raffinata e semplice a convalidare la costanza intersecata nella tecnica che ne fanno di una persona una grande nonché valida Artista. La poliedricità concepita verso l'estensione artistica, la conducono in un punto fermo; rappresentare il verismo e condurlo allo splendore classico e perfetto per dare emozioni forti sulle concezioni trattate. Si evince, pertanto, laddove una materia prende corpo, viene dettata dal senso cromatico e nella sua dosatura sapiente per mettere al meglio in risalto le forme - l'incarnato - le linee prospettiche ove danno la tenuta dell'opera medesima ed il significato stesso. Paesaggi, nature morte che regalano la vita - oppure le opere sacre poste come Pale nelle chiese in adorazione e volti femminili di corpi adolescenziali sognanti a dichiarare l'amore alla vita e alla bellezza corporea. Concludo la relazione critica in merito alla presentazione testé redatta a voler esprimere il valore artistico di una persona sensibile e capace della quale sentiremo parlare in positivo nel proseguo della Sua grande attività.”

 

Recensione di: Italo Marucci, Critico d'arte e giornalista

“Pittrice sensibile e contemplativa, tratta un uguale sensibilità il paesaggio e la figura; con rara sensibilità esprime con suo delicato e appassionato amore per tutto ciò che la circonda. Il suo modo di dipingere è ricerca spontanea di colori nuovi, chiari e luminosi; una mite liricità unita ad una sensibilità attenta. Da ogni esperienza ha ricavato un ritrovamento più profondo della realtà della natura, cogliendo lo spessore impalpabile dell'immagine stessa. È un discorso pittorico che crea una luce di speranza all'insegnamento di un'esistenza umana piena dei problemi di ogni giorno. Nelle sue opere si nota il suo naturale fermento creativo. Sono realizzate con sicurezza e buona tecnica, mediante la sua tavolozza ricca di colori. Dalle loro fusioni traspare il senso lirico che fuoriesce luminoso da ogni opera. Forma e colori sono strettamente legati fra loro, densi di contenuti e di significati. Il lavoro appare come esito di lunga attività, nulla è concesso all'improvvisazione, ma tutto è preparato con sensibilità chiara nata da un motivo che è la ricarica del contenuto stesso, quindi necessità espressiva ricca di colori, di luci e di ombre. Il paesaggio è quello della realtà, ma è anche una veduta profonda dell'animo dell'artista. La luce alla fine si impone per dare unità alla composizione e significato vitalistico al messaggio dell'autrice.”

 

Recensione di: Giuseppe Quenzatti, Critico d'Arte e Giornalista

“Pur se la pittura moderna ci ha abituati, col suo infinito moltiplicarsi di stili e correnti, ad una ricerca più attenta dei contenuti piuttosto che della forma, il ritrovarsi ad ammirare le opere di Filomena Di Serio, dà la sensazione di rivivere un momento di felice quiete in mezzo a tanto marasma di tendenze e di opinioni. La Di Serio ha le conoscenze e le doti per riallacciarsi alle tradizioni fin ora più luminose dell’arte, bene fa a riproporci attraverso una corretta esecuzione, una pittura che, dal neoclassico in poi, pochi hanno avuto il coraggio e la capacità di affrontare. Semplicemente la Di Serio ha saputo contemperare le esigenze di una corretta utilizzazione delle nozioni accademiche con quelle di una rappresentazione che assumesse più dinamiche connotazioni contemporanee. Vi si intuisce, quindi, una intensa partecipazione interiore che, per altro, non scaturisce tanto da impetuosi moti istintivi, quanto da una connaturata indole poetica e meditativa. Quanto ai soggetti vi è la ricerca di un mezzo logico tra rappresentazioni e contenuti e nell'interpretazione vi si legge una certa malizia esecutiva ma pure un animo puro capace di conferire naturalezza ed innocenza anche alle visioni più audaci e conturbanti.”

 

Recensione di: Nino Manetti, Pan Arte Rivista Mensile di arte cultura-attualità

“Di Mena Di Serio ho avuto modo di parlare. La ricordo alla sua prima mostra personale, circa dieci anni fa, con il sorriso timido e incerto mentre mi mostrava le sue opere, che già allora non peccavano affatto di dilettantismo, anzi, rilevavano i tratti eleganti di una pittura matura e complessa. Ciò nonostante la Di Serio oggi è più artista: il solido impianto cromatico risulta più controllato pur rimanendo forte e impetuoso e perfino il disegno acquista una compattezza meno rigida e sofferta. Ma stupisce soprattutto la sapiente modulazione tonale che sottolinea con morbidezza il costante e preciso rapporto tra cromatismo e luce. Così l'istintualità della Di Serio, dell'en-plein-air e dello studio veritista, risulta ricondotta dalla pennellata equilibrata ed esperta a una produzione proiettata verso più vasti nuovi orizzonti.”

 

Recensione di: Franco Ruinetti, Critico d'arte della Praxis Artistica

“La realtà, i motivi e gli stessi paesaggi che pittoricamente ci offre MENA DI SERIO appaiono legati o collegati alle ragioni prime, quasi alla loro stessa originaria progettazione. Infatti il segno e il disegno in questa artista assurgono a particolari efficaci significati. Traccia, oltre il vero iconografico, qualcosa di più che è da collegare all'idea che presiede alla creatività. Alla varietà ed al variarsi della linea corrisponde pastoso e modulato il movimento dei colori. Ne consegue che emozioni e ragioni convergono in esiti formali di sicuro interesse. Nelle nature morte, nei vasi di fiori, la grafica quasi si eccita ed il fraseggio si amplia, un certo particolare può ripetersi come a sottolineare un determinato aspetto che insiste e trova echi in tutto il contesto. La continuità espressiva e stilistica collega tutta la produzione di questa autrice. Il suo discorso nutre accenti cromatici immediatamente riconoscibili. Accenti che spaziano in un respiro più disteso e poetico nelle ariosità dei paesaggi, che sono canti all'autenticità della vita.”

 

Recensione di: Carmen Gazzola Lugli

“Le visioni pittoriche della Di Serio, che con freschezza e spontaneità traduce in liriche immagini, i dati essenziali della realtà, cogliendo i momenti della vita negli aspetti più semplici, le sue opere varie e multiformi, dal paesaggio alla natura morta, dal ritratto alla figura in genere che sente, e subito di essa studia il valore artistico, la sicurezza cromatica che sapientemente emerge da tutte le sue opere, questi caratteri sono fortemente evidenziati nei toni, nelle sfumature, nei rapidi colpi di pennello che rilevano un artista dai sentimenti sani e profondi, tesi solo verso il bello in

modo che quasi inconsapevolmente crea con i suoi capolavori. Filomena Di Serio è una giovane artista che crea con vigore giovanile. Le sue figurazioni valorizzano gli essenziali principi della forma e dell'armonia. Trasportano sulle tele quel modo poetico e reale dei sentimenti. Tanto la forma come il contenuto si risolvono in un'armonia tonale di colori e realizzano il suo mondo, un mondo di colori, di poesia, di idealità, di purezza cristallina, di romanticismo, di luce che esprime armonia valorizzando il soggetto che l'artista riesce ad interpretare profondamente e rendere viva.”

 

Recensione di: Paolo Zauli, Critico d'Arte

“Filomena Di Serio (in arte MENADIS) ha imparato a far pittura, come si diceva una volta, a "Bottega" ed era inevitabile che sentisse l'influenza pittorica del suo maestro Gabriele Comella. Mena Di Serio nata a Napoli nel 1965 di origine Atellana, a sedici anni conobbe il pittore Comella a S. Antimo nello studio del maestro, scopri di avere tanto interesse per la pittura, da buona napoletana era altrettanto prevedibile che volesse conquistare una propria autonomia espressiva, mettendo in evidenza una propria creatività immediata, una gestualità istintiva ed evocazione coloristica. Pittrice efficace che si ricollega alla nostra grande tradizione. Basterebbe osservare i volti delle sue figure per comprendere l'incisività del dire. Paesaggi diversi, recuperi di angoli concreti di paese, che sembrano provenire dalla memoria. Le sue Nature Morte sono di una notevole efficacia costruttiva raggiungono una potenza polimediale. La Di Serio, dopo anni di esperienza acquistata nello studio del pittore Comella, ha voluto ingrandire la sua conoscenza d'Arte con altri Maestri: come il Prof. Pecoraro, il Prof. Palumbo ed altri valenti maestri, ritornando poi dal vecchio Maestro Comella. Oggi da oltre vent'anni la Di Serio divide lo studio con il maestro Comella.”